La lettera di Jacques Vecker al ministro francese dell’istruzione

La lettera di Jacques Vecker al ministro francese dell’istruzione

Il 28 Gennaio 2010, Jacques Vecker ha scritto al ministro francese della pubblica istruzione la seguente lettera (traduzione rapida), di cui ha autorizzato la diffusione non avendo ottenuto, dopo tale data, che una semplice ricevuta di ritorno:

Oggetto: Incontri nelle scuole

Signor Ministro,

ho l’onore di chiedere l’autorizzazione di proporre agli istituti scolastici degli incontri con gli allievi per arricchire, con la mia testimonianza, la visione che essi hanno della storia contemporanea. Ho 84 anni, e mi sembra utile proporre alle giovani generazioni il racconto delle esperienze che ho potuto fare durante gli anni della seconda guerra mondiale e in seguito. Il vostro ministero ha saggiamente fatto in modo che i protagonisti e le vittime possano trasmettere il loro messaggio. Mi sembra tuttavia che nel corso dell’ultimo mezzo secolo, e oltre, siano intervenute solo persone che hanno diffuso un messaggio accusatorio nei confronti dei vinti. Per senso di giustizia, e in conformità alla missione fondamentale dell’istruzione – che è di servire la cultura e l’obbiettività e di stimolare lo spirito critico – mi sembra indispensabile che altre voci possano farsi sentire.

Avevo 14 anni all’inizio della guerra e 19 quando finì. Ho conosciuto l’occupazione e vissuto 18 mesi in compagnia dei deportati ai lavori [forzati] nella Germania nazionalsocialista. Ho conosciuto l’occupazione sovietica e ho in seguito consacrato la mia carriera universitaria allo studio di questo periodo per cercare di capire ciò che aveva spinto l’umanità in questa orgia di distruzione.

Mi atterrò ai fatti e ai documenti d’epoca talvolta divergenti dalla storia ufficiale. Riferirò solo quello che ho visto con i miei occhi, ciò che ho davvero vissuto. Alain ha detto che l’oggettività è in realtà una soggettività disinteressata ma se l’interpretazione può essere soggettiva la ricerca esigente dell’esattezza e il confronto con i fatti avvenuti permettono di avvicinarsi alla verità.

Con la vostra autorizzazione prenderò contatto con i presidi che valuteranno l’opportunità dei miei interventi e dei gruppi di allievi interessati.

In attesa di una risposta favorevole vi prego di accogliere, signor Ministro, l’espressione della mia alta considerazione.

Jacques Vecker
Dottore in studi germanici
Château de Vaugran
30480 St Paul la Coste

One Comment
  1. Mi viene in mente questo vecchio post vedendo la firma di Jacques Vecker sulla petizione Blanrue.

    J.V., in origine ebreo tedesco, e' un personaggio interessantissimo. Ha scritto, sotto il "nom de plume" di Isaac Adolphe Schlingelstein, una bellissima autobiografia, che comprende gli anni di guerra a Vienna. E' pubblicata dalla Vecchia Talpa e la consiglio vivamente a tutti.
    E' stato tra l'altro un traduttore di Hochhut, e credo abbia avuto un ruolo nella semi-conversione revisionista di quest'ultimo.
    Se lei conosce altre opere o interventi di J.V., mi interesserebbe molto.
    Ho appena letto un suo breve articolo su Tout-sauf-Sarkozy, decisamente irritante per i nemici della ricerca storica.
    Saluti,
    Pietro E.

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