La droga afghana arma di guerra della NATO

La droga afghana arma di guerra della NATO

LA NATO RIFIUTA LA RICHIESTA DELLA RUSSIA DI DISTRUGGERE I CAMPI AFGHANI DI PAPAVERO

Trend News, 25 Marzo 2010[1]

L’agenzia dpa[2] ha riferito che la NATO e la Russia si sono scontrate mercoledì su come affrontare il problema della droga in Afghanistan[3], dove le nazioni occidentali combattono da otto anni un’insurrezione guidata dai talebani.

Il paese è il più grande produttore di semi di papavero del mondo, un’ingrediente chiave per la produzione di eroina. La Russia vorrebbe perseguire una strategia di estirpazione aggressiva, mentre gli alleati occidentali temono che un tale approccio rischi di provocare l’ostilità della popolazione locale, che per sopravvivere fa affidamento sulla vendita delle colture di papavero.

Questi differenti punti di vista si sono scontrati durante una riunione del Consiglio NATO-Russia a cui hanno partecipato il capo dell’Agenzia Federale di Controllo delle Droghe della Russia (FSKN), Victor Ivanov, e il segretario generale della NATO Anders Fogh Rasmussen.

“Negli ultimi dieci anni gli oppiacei afghani hanno provocato la morte di un milione di persone per overdose, e questi sono dati delle Nazioni Unite. Non è questa una minaccia alla pace e alla sicurezza nel mondo?”, ha chiesto Ivanov ai giornalisti dopo la riunione.

Nel suo discorso ai diplomatici della NATO, copia del quale è stata distribuita alla stampa, Ivanov ha sottolineato che “La NATO è pienamente responsabile del compito di normalizzare la situazione in Afghanistan, inclusa l’eliminazione della produzione di droga”.

Il funzionario russo ha presentato un piano in 7 punti che prevede, tra le altre cose, un’estensione del mandato delle Nazioni Unite alle truppe NATO in Afghanistan che le obbligherebbe a estirpare i campi di papavero, così come a colpire l’insurrezione guidata dai talebani.

Ivanov ha detto che almeno il 25% delle coltivazioni di papavero dovrebbero essere distrutte nel quadro del proposto piano congiunto NATO-Russia. Egli ha aggiunto che Marjah, l’ex roccaforte talebana espugnata dalle truppe NATO nelle scorse settimane, offrirebbe un’”opportunità unica” per dare inizio al tentativo.

Ma il portavoce della NATO James Appathurai ha detto che gli alleati non sono pronti a seguire i suggerimenti della Russia:

“Non ci possiamo mettere in una situazione in cui elimineremmo la sola fonte di guadagno di persone che vivono nel secondo paese più povero del mondo senza poter fornire loro un’alternativa. Questo semplicemente non è possibile”, ha detto ai giornalisti.

Tuttavia, ha sottolineato che nei colloqui con Ivanov c’è stato “un tono molto positivo” e ha detto che le due parti hanno concordato di promuovere un programma già esistente che prevede l’addestramento congiunto della polizia afghana anti-droga.

La dipendenza da eroina è un grande problema per la Russia. Secondo le cifre citate nel discorso di Ivanov, la Russia è stata nel 2008 il più grande consumatore di eroina, con il 21% della produzione mondiale che è andato a finire nel suo territorio.

“In Russia, fino a 30.000 persone all’anno vengono uccise da droghe afghane…in Russia sono state colpite quasi tutte le famiglie”, ha detto il capo della FSKN.
[1] Traduzione di Andrea Carancini. Il testo originale è disponibile all’indirizzo: http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=18319
[2] http://www.dpa.com/
[3] http://en.trend.az/search/?str=Afghanistan&m=a

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