L’ombra della NATO sulle bombe di Mosca

L’ombra della NATO sulle bombe di Mosca

Domanda: mettere in relazione i gravissimi attentati moscoviti delle scorse ore con il rifiuto di Putin di farsi accerchiare dalla NATO significa peccare di complottismo? Sembra, dalle prime notizie in proposito, che la tragedia suddetta vada addebitata al “terrorismo caucasico”[1]. Ebbene, leggevo qualche ora fa, quasi in sincronia con l’esplosione delle bombe, un articolo di Hajrudin Somun, ex ambasciatore della Bosnia Erzegovina in Turchia, intitolato “Il Nyet russo all’estensione a est della Nato”[2].

In tale articolo l’autore, che è professore di storia della diplomazia all’Università Internazionale Philip NoelBaker di Sarajevo, descrive con lucidità le mire espansionistiche della NATO, che non si accontenta di aver strappato alla Russia i Balcani (con l’ingresso della Bulgaria e della Romania nell’alleanza atlantica): vuole anche il Caucaso (Georgia, Armenia, Azerbaigian). Appunto.

Per capire l’obbiettivo degli americani, è bene ricordare la teoria geostrategica enunciata a suo tempo dal geografo inglese Sir Halford J. Mackinder, considerato il più eminente rappresentante della scuola geopolitica anglosassone:

«Chi domina l’Europa Orientale domina la Terra Interna; chi domina la Terra Interna domina l’Isola Mondo; chi domina l’Isola Mondo domina il Mondo»[3].

Chiosa John Kleeves, autore di indimenticati libri sugli Stati Uniti : “L’Europa Orientale era l’area tra l’Elba e il Volga; la Terra Interna era all’incirca l’attuale Russia oltre il Volga; l’Isola Mondo era l’Europa-Asia-Africa”[4].

L’America, che non ha evidentemente rinunciato all’idea di dominare il mondo, vuole portare la NATO fino ai confini della Russia ma Putin si è messo di traverso: l’espansione della NATO è ora considerata una minaccia nazionale dalla nuova dottrina militare russa, come annunciato in Febbraio dal Presidente Vladimir Medvedev[5].

E poi c’è la Serbia. La Serbia considera gli interventi della NATO in Bosnia del 1995 e in Kosovo del 1999 come “aggressioni NATO” e, d’accordo con Mosca, ha fatto proprio lo slogan: “Dire sì all’Unione Europea e nyet alla NATO”[6]. Ma, prosegue Somun, “quel nyet potrebbe avere un impatto più forte se rivolto a paesi più vicini ai confini russi”.

Non ha quasi fatto a tempo a dirlo…

[1] http://www.repubblica.it/esteri/2010/03/29/news/mosca_esplosioni-2974974/
[2] http://www.todayszaman.com/tz-web/news-205609-centerrussian-nyet-to-nato-extension-eastbr-i-by-i-brhajrudin-somuncenter.html
[3] John Kleeves, UN PAESE PERICOLOSOBreve storia non romanzata degli Stati Uniti d’America, Società Editrice Barbarossa, Cusano Milanino, 1998, p. 306.
[4] Ibidem.
[5] Vedi l’articolo citato in nota 2.
[6] Ibidem.
2 Comments
    • Anonimo
    • 30 Marzo 2010

    Mi scusi la domanda poco attinente al tema storico,ma lei di che religione è ?
    Grazie

    Rispondi
  1. un articolo da rileggere alla luce di quanto successo ieri:
    http://www.resistenze.org/sito/os/mo/osmo2m16.htm

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