Maria Poumier in difesa di Faurisson

Maria Poumier in difesa di Faurisson

Rendiamo omaggio a Maria Poumier: ecco la lettera così coraggiosa da lei indirizzata il 9 Settembre ai ministri francesi della Giustizia e della Cultura a proposito del processo al prof. Faurisson che ha avuto luogo martedì 22 Settembre:
http://www.plumenclume.net/textes/2009/revisos/Mitterrand-Alliot-Marie-loiGayssot-150909.htm

LETTERA DI MARIA POUMIER AI MINISTRI DELLA GIUSTIZIA E DELLA CULTURA

Signora Guardasigilli
Signor Ministro della Cultura

Mi rivolgo a voi come ministri in carica responsabili più di tutti gli altri della conservazione delle più nobili tradizioni francesi. Con la preoccupazione di tenere in vita l’esattezza del pensiero francese e con la preoccupazione della giustizia per i francesi, ho partecipato alla redazione dell’opera che allego a questa lettera: “En Confidence, entretien avec l’Inconnue” [In confidenza, colloquio con la Sconosciuta] http://www.plumenclume.net/textes/2008/Revisos/Confid1160208.htm , di Robert Faurisson, opera pubblicata nel 2008 dalle edizioni Pierre Marteau, a Milano.
Vi prego di prenderne conoscenza personalmente, senza indugi. In realtà, l’autore dovrà essere giudicato il 22 Settembre alla 17^ camera del tribunale correzionale, non per aver pronunciato o scritto delle cose punibili secondo la legge in vigore, ma semplicemente per aver fatto un’apparizione pubblica, il 26 Dicembre del 2008, in uno spettacolo legalmente autorizzato, messo in piedi dall’umorista Dieudonné M’Bala M’Bala. Questo probabilmente darà luogo a molte imprecazioni sui media e presso tutti coloro che seguono il punto di vista del CRIF [Conseil Représentatif des Institutions Juives de France], che vorrebbe far condannare tutti e due, anche se non hanno commesso nessuna illegalità. Ma voi sapete che la simpatia popolare va spesso a quelli che sfidano la censura.
Mi sembra importante che abbiate tutti gli elementi per valutare nella loro interezza l’opera e il pensiero dell’imputato Faurisson, di cui si ha generalmente un’immagine caricaturale e odiosa, ma che passerà alla storia come un rappresentante genuino della continuità della cultura francese, anche se la giustizia francese si accanisce di nuovo su di lui, come ha condannato in passato numerosi scrittori francesi che, alla resa dei conti, ne hanno avuto gloria.
Quando avrete letto “En Confidence”, capirete che la celebrità di Robert Faurisson non riguarda solo la sua fedeltà a una posizione intellettuale difficile da difendere. Voi constaterete che c’è tutta una liberazione del pensiero che si verifica nella sua ricerca tenace, e questo nella continuità della resistenza ai poteri del proprio tempo incarnata dai razionalisti francesi, di cui Descartes, Molière e Voltaire ne hanno fatto una peculiarità della Francia. Egli appartiene pienamente a questa linea critica.
Robert Faurisson non è mai stato condannato per falsificazione della storia: una recente sentenza, della 17^ camera, l’ha confermato il 21 Maggio del 2007, malgrado quanto detto “in buona fede” da Robert Badinter. Torna tutto ad onore della giustizia francese aver riconosciuto, in questo senso esatto, il contributo di Robert Faurisson alla ricerca storica, cosa che merita rispetto.
Resta la posta politica che egli rappresenta. La legge Gayssot, votata nel 1990, aveva come scopo esplicito quello di impedire la diffusione delle conclusioni di Robert Faurisson sulla propaganda che ha portato alla creazione dello Stato di Israele.
Robert Faurisson ha ora 80 anni, e può vantarsi d’aver vinto la battaglia scientifica al termine di una quarantina d’anni di combattimento per l’esattezza storica. I suoi avversari, tra gli storici, non hanno apportato dopo il 1990 alcun documento, alcun fatto che contraddicesse quello che lui ha accertato.
L’antisemitismo non è affatto arretrato, ci viene costantemente ripetuto, lasciato ad aumentare il panico degli uni e la collera degli altri. La diffusione delle argomentazioni di Robert Faurisson è ormai internazionale. La legge Gayssot ha dunque fallito tutti gli obbiettivi che si proponeva.
Meglio ancora, la gravità delle menzogne che Robert Faurisson denuncia in modo instancabile, è stata confermata involontariamente dallo stesso ex presidente George W. Bush, quando affermò pubblicamente, nel 2003, che le persone che mettono in dubbio la realtà delle armi di distruzione di massa dell’Iraq si trovano sul solco dei revisionisti della seconda guerra mondiale. Nessuno crede più, né negli Stati Uniti, né nel resto del mondo, alla propaganda messa all’opera sotto la presidenza dello stesso George W. Bush il quale, con la menzogna diffusa a livello mondiale, ha condotto gli Stati Uniti a impegnarsi in una guerra rovinosa e perduta in partenza, che in realtà non fu voluta se non dalla lobby pro-israeliana.
La stessa lobby pro-israeliana spinge ancora oggi la Francia a impegnarsi – dopo la distruzione dell’Iraq – in un progetto d’aggressione, all’Iran, in base a dei pretesti smascherati dalla stessa Agenzia Internazionale dell’Energia Atomica. Ora, un buon numero di ebrei capisce in questo momento, in Francia, l’assurdità che ha spinto a fare in modo sconsiderato da servi alla classe dirigente israeliana, che è accecata da ragionamenti a breve termine, e che ha già perduto due guerre alla sua periferia, in Libano nel 2006, e a Gaza nel Gennaio del 2009.
La follia omicida d’Israele poggia su due pilastri ormai superati: il progetto occidentale di conservare un’enclave di tipo coloniale nel Vicino Oriente, e la mitologia sionista, che ha spinto un certo numero di ebrei di origine ebraica ad abbandonare le loro rispettive patrie per andare a provocare l’odio degli arabi impadronendosi delle ricchezze e del potere politico e militare della Palestina; questa mitologia disturba ancora le facoltà mentali di un buon numero di cristiani, di laici e di ebrei.
Il lavoro storico di Robert Faurisson permette di identificare e di isolare i responsabili dei terribili errori occidentali della seconda metà del ventesimo secolo, che hanno permesso così tanti crimini di fronte ai quali i governi occidentali sono stati impotenti. La sua diffusione permetterà, a tutti coloro che sono stati ingannati di trovare delle soluzioni allo stallo attuale: come aiutare gli israeliani a diventare degli abitanti davvero rispettosi della democrazia in Palestina, come gli ebrei in modo largamente maggioritario dicono di essere in Francia e in Europa?
VI domando dunque, insieme ad un’infinità di francesi cui la legge esistente impedisce non soltanto di esprimersi, ma di riflettere in modo assennato, con conoscenza di causa, di far pesare tutto il vostro attuale prestigio per l’abolizione della legge Gayssot. Questa legge suscita l’antisemitismo, nelle misura in cui viene sempre più percepita come una legge che permette la censura, a solo profitto della lobby pro-israeliana. La Francia può restare un paese faro della razionalità e dell’apertura di spirito, come gli altri popoli riconoscono con gratitudine il nostro esserlo stati in passato. Noi possiamo aiutare gli Stati Uniti a far evolvere la loro politica estera in un senso più conforme ai loro interessi, e a quelli della pace mondiale. Noi possiamo aiutare gli ebrei del mondo intero a ritrovare la stima di cui i pensatori appartenenti al giudaismo hanno sempre goduto, a giusto titolo. Noi dobbiamo proteggere i palestinesi e i paesi vicini della Palestina storica contro gli abusi di potere di un’infima minoranza di profittatori che pretende di rappresentare gli ebrei, che gode di un potere sproporzionato e che esercita su tutta l’Europa delle pressioni contrarie agli interessi di ciascuna nazione. Bisogna proprio constatare che tali personaggi coltivano l’antisemitismo e vogliono che si sviluppi affinché gli ebrei ritrovino globalmente un’aureola di vittime in modo tale, costoro sperano, da consolidare le loro posizioni. Ma l’interesse della Francia è tutt’altro, e non va nel senso dell’aggravamento dei comunitarismi per mezzo di misure legali. E’ la rivoluzione francese che, per prima, ha puntato sllla cittadinanza senza discriminazioni di sorta degli ebrei. Non bisogna adesso instaurare dei privilegi che attireranno i rancori e le divisioni.
Vogliate gradire l’assicurazione della mia considerazione e della mia devozione ai valori repubblicani.

Maria Poumier, universitaria, membro della Lista Antisionista alle elezioni europee del 2009, alias “La Sconosciuta”.
Parigi, 9 Settembre 2009.

[Su Maria Poumier, consultare Wikipedia. La Guardasigilli è Michèle Alliot-Marie; il Ministro della Cultura è Frédéric Mitterand].

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