I cattolici “tradizionali” continuano a collaborare con l’agenda rabbinica

I cattolici “tradizionali” continuano a collaborare con l’agenda rabbinica

ANALIZZARE L’ECCELLENTE DICHIARAZIONEDI PADRE SCHMIDBERGER

Di Michael Hoffman, 6 Marzo 2009[1]

Il superiore del distretto tedesco della Fraternità Sacerdotale S. Pio X (a cui appartiene il Vescovo Williamson), padre Franz Schmidberger, ha rilasciato una dichiarazione rivolta ai vescovi tedeschi, come riferito il 6 Marzo dalle agenzie di stampa. Questa è la parte del suo testo che interessa il sottoscritto:

I vescovi sono tenuti all’osservanza dell’ottavo comandamento, che recita: “Non darai falsa testimonianza”. Esortiamo perciò la Conferenza Episcopale a ritirare l’accusa diffamatoria di sentimenti antisemiti o antiebraici che si troverebbero all’interno della Fraternità S. Pio X. Nell’”affaire” Williamson, i Superiori della Fraternità hanno reagito immediatamente. Il Distretto Tedesco ha affermato, subito dopo la pubblicazione delle indescrivibili dichiarazioni, di condannare chiaramente e senza equivoci ogni genere di banalizzazione dei crimini nazisti e si è scusato per quelli che sono rimasti offesi dalle dette dichiarazioni. Facciamo di nuovo notare che il padre dell’Arcivescovo Lefebvre morì nel campo di concentramento di Sonnenburg”.
Fonte: http://cathcon.blogspot.com/2009/03/sspx-hits-out-at-german-bishops.html

Prima di tutto, notiamo che è stato citato l’ottavo comandamento; dovrebbe essere applicato alla Fraternità S. Pio X ma non alle false accuse contro i tedeschi che vivevano all’epoca della seconda guerra mondiale?

Poi, padre Schmidberger ripudia “tutti i sentimenti antiebraici”. L’Apostolo Paolo scrisse: “Giacché voi, o fratelli, siete diventati imitatori delle chiese di Dio che sono nella Giudea, in Cristo Gesù; e difatti avete sofferto anche voi le stesse cose da parte dei vostri connazionali, come quelli dai Giudei, cioè da coloro che hanno anche ucciso il signore Gesù e i profeti, e hanno perseguitato noi, e che non piacciono a Dio, e sono contrari a tutti gli uomini, in quanto impediscono noi di parlare alle Genti onde siano salvate, talmente, che essi colmano continuamente la misura dei loro peccati. Ma è giunta su di loro l’ira di Dio sino in fondo” (1 Tessalonicesi, 2: 14-16).

Se padre Schmidberger dovesse trascrivere in tedesco altomedioevale queste parole di S. Paolo e se vi apponesse poi la sua firma senza riferimenti all’Apostolo Paolo, queste parole verrebbero considerate dal 99.99% della magistratura e dei media occidentali come espressione di “sentimenti antiebraici”.

Che genere di cattolicesimo tradizionalista è quello che viene ripulito dai “sentimenti” antirabbinici e antitalmudici? Io stesso ho letto una critica, in un discorso pubblico, di padre Schmidberger agli ebrei. Forse non se ne ricorda?

Inoltre, padre Schmidberger parla di un individuo, di un certo “Williamson”. E’ un cognome abbastanza comune e vi sono un sacco di Williamson in giro, ma a mia conoscenza solo uno tra questi è stato consacrato vescovo dall’Arcivescovo Marcel Lefebvre. Perché padre Schmidberger priva il Vescovo Williamson del suo titolo riferendosi a lui solo come “Williamson”? Non è questa un’aperta forma di disprezzo verso un vescovo del suo stesso ordine?

Indi troviamo le dichiarazioni del Vescovo Williamson, che hanno messo in discussione l’esistenza delle camere a gas di esecuzione di Auschwitz, descritte come “indescrivibili”. Perché? Cosa le rende indegne di essere qualificate? Padre Schmidberger non lo dice. Dice invece che i dubbi del Vescovo Williamson “banalizzano” i crimini nazisti.

Il mio dizionario definisce “banalizzazione” come “la riduzione di avvenimenti importanti a dettagli minori e insignificanti”. E’ questo che ha fatto il Vescovo Williamson quando ha detto che non c’erano camere a gas di esecuzione ad Auschwitz? Non lo credo. Non ha minimizzato le presunte camere a gas omicide: ha dubitato invece della loro stessa esistenza ad Auschwitz-Birkenau. Perché padre Schmidberger utilizza questa parola, “banalizzazione”, quando non si applica nemmeno al caso che stiamo discutendo? Non è che per caso ha raccolto una parola potente e pervasiva, che è stata “promulgata” dai media e dai sionisti, e l’ha ripetuta a pappagallo per dare alla sua dichiarazione un tenore di modernità e di solidarietà con i vari gruppi che hanno fatto di questa frottola della “banalizzazione” una parte della loro campagna diffamatoria contro il Vescovo Williamson, e contro la stessa Fraternità?

Nella sua ultima frase, padre Schmidberger fa riferimento alla morte del padre dell’Arcivescovo Lefebvre in un campo di concentramento nazista. Cosa dovrebbe significare? Il Vescovo Williamson non ha negato l’esistenza dei campi di concentramento nazisti. Sfortunatamente, molti buoni cattolici vi sono morti. Menziono questo dato nel mio libro Judaism Discovered [Il giudaismo svelato] e ho persino incluso le foto di qualcuna delle vittime.

Anche a Nagasaki sono morti molti cattolici, per un criminale bombardamento atomico ordinato dal Presidente degli Stati Uniti. Questo significa che, a causa delle morti dei cattolici a Nagasaki, i cattolici debbano sostenere per sempre ogni denigrazione ingiusta del popolo americano? Se non è così, allora questo vuol dire che nel caso dei cattolici e dei campi di concentramento nazisti i cattolici non devono, ipso facto, perché qualcuno di loro è morto lì, sostenere per sempre ogni denigrazione ingiusta del popolo tedesco.

Le affermazioni titubanti e insincere di padre Schmidberger non riusciranno a incantare neanche un solo rabbino o un solo leader sionista. Le forze dei farisei dei nostri giorni hanno già raccolto la documentazione, dalle vecchie pubblicazioni, dai vecchi discorsi e dai vecchi libri della Fraternità S. Pio X, che dimostra che sia l’Arcivescovo che i suoi sottoposti hanno in passato parlato liberamente del male rappresentato dal giudaismo, a differenza del padre Schmidberger “nuova versione”, che scrive in modo tale da lusingare i nemici di Cristo e della sua Chiesa, e di conciliare la Fraternità con tali forze. Questo l’Arcivescovo Lefebvre non lo aveva fatto, nemmeno sotto grandi pressioni.

La Fraternità S. Pio X sotto padre Schmidberger e sotto qualche esponente (anche se non tutti) dei suoi vertici, continua a collaborare con la teologia rabbinica della Shoah, con l’eresia quindi che sostituisce Cristo con Auschwitz, intesa quale asse ontologico centrale dell’Occidente. Da questa collaborazione [tra i cattolici e i sionisti] sono usciti film e libri di grande influenza e popolarità che negano la Resurrezione di Cristo e persino la sua stessa esistenza. Queste blasfemie accadono senza incontrare in alcun modo l’opposizione sistematica posta di fronte ai dubbi sulle gasazioni di Auschwitz, e il risultato è che queste blasfemie si sono istituzionalizzate, persuandendo perciò milioni di persone che Gesù non è mai esistito, e anche se è esistito, non è risorto.

Il sito web di un giornale cattolico-tradizionalista ha descritto la dichiarazione di padre Schmidberger come “eccellente”. Molti altri cattolici conservatori indubbiamente concordano che, per amor di convenienza, la dichiarazione è un passo in avanti verso l’integrazione della Fraternità nella chiesa ufficiale del Vaticano.

Chiunque commerci con la Regalità di Gesù Cristo obbedendo alla tattica presuntamente intelligente di rabbonire l’opposizione sionista e rabbinica, è maledetto, e ne risponderà il Giorno del Giudizio.

Se Gesù Cristo è davvero Re, allora la nostra società, la nostra cultura e il nostro mondo non possono permettere che la sofferenza degli ebrei – reale o immaginaria – in un campo di lavoro polacco per schiavi, superi in centralità, attenzione e consapevolezza pubblica l’omicidio di Dio sul Golgota.

Michael Hoffman

[1] Traduzione di Andrea Carancini. Il testo originale è disponibile all’indirizzo: http://revisionistreview.blogspot.com/2009/03/traditional-catholics-continue-to.html

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