
Gian Pio Mattogno
L’AVVENIRE VAGHEGGIATO DALLA GIUDEO-MASSONERIA ALLA FINE DEL XIX SECOLO
IN UNO SCRITTO DELLA «CIVILTÀ CATTOLICA»
La lettura delle vecchie annate della fu (purtroppo) gloriosa rivista dei gesuiti «La Civiltà Cattolica», oltre a fornire chiavi di lettura della storia moderna e contemporanea assolutamente controcorrente rispetto alle narrazioni ufficiali, costituisce altresì un salutare viatico contro la deriva giudeofila della nuova Chiesa conciliare e, più in generale, contro i tempi bui che stiamo oggi attraversando.
In un articolo dal titolo «L’avvenire», apparso nel Quaderno 921, 3 novembre 1888 (C.C., Anno trigesimonono, Serie XIII, Vol. XII, pp. 257-271) la C.C. affronta il tema dell’avvenire vagheggiato dalla giudeo-massoneria uscita vittoriosa e dominante, in Francia come in Italia, da cento anni di rivoluzioni.
Tralascio i riferimenti alle vicende storiche e politiche dell’epoca (l’indipendenza nazionale voluta da una fazione che ha manomesso la religione dei maggiori e sconvolto i principî di sana dottrina, la questione romana, insomma «le fanfaronate liberalesche degli ingannati dalla massoneria» e lo «sconsigliato operare di un Governo massonico»), e mi limito ad illustrare la cornice generale nella quale la C.C. inquadra le proprie osservazioni critiche.
L’avvenire vagheggiato dalla giudeo-massoneria, scrive senza mezzi termini la C.C., è l’annientamento della civiltà cristiana, il suo asservimento al dominio degli ebrei, che si servono della massoneria come un docile strumento, la riduzione di Roma, una volta cacciatone il Vicario di Cristo, a capitale di tutto il mondo giudeo-massonico.
Ma la vittoria finale della giudeo-massoneria sulla Chiesa e sulla civiltà cristiana sarebbe la vittoria di Satana su Gesù Cristo, e questo è impossibile, poiché, secondo le profezie bibliche, Dio distruggerà dalle fondamenta tutti gli edifici eretti contro di lui.
La C.C. esordisce affermando che il popolo giudaico, «guasto nella mente e nel cuore», travisò il concetto del Redentore promesso e trasferì all’ordine materiale e terreno tutto ciò che gli era stato predetto nell’ordine morale e spirituale. Di conseguenza, si ribellò anche alle dottrine del Messia Redentore, osteggiò la sua divina missione e lo mise in croce.
A causa di questo supremo delitto, «la divina giustizia rovesciò sopra l’empia schiatta di Giacobbe tutti que’ castighi che furono pure predetti nella Bibbia», dalla distruzione del tempio di Gerusalemme alle tristi vicissitudini della diaspora, nelle quali il giudeo volle sempre distinguersi dagli altri popoli.
Fin dai primi secoli i giudei caldeggiarono la sentenza che spettava a loro il dominio delle sostanze di tutti i popoli (le gentes, i goyim).
Successivamente formarono l’orditura di quella setta che nei tempi più recenti ricevette vari nomi ed ultimamente fu detta massoneria.
«Il termine finale di tale setta sarebbe ricostituire il regno d’Israele, sulle rovine del cristianesimo e di ogni altra religione che adora il vero Dio. Basta scorrere la storia, e le pratiche dei frati massoni, per convincersi che la massoneria è istituzione giudaica. Tutti i simboli, tutti gli usi, tutte le locuzioni adoperate nelle infinite e stolte superstizioni settarie, sono tratte dal giudaismo e dalla cabala dei rabbini. Alla testa del movimento massonico sono i giudei, i quali, per sopperire alla loro materiale debolezza e allo scarso numero, con incredibile astuzia, hanno tratti e traggono nelle loro fila innumerevoli cristiani, incatenandoli a sé con fieri giuramenti ed infondendo in essi l’odio giudaico contro Gesù Cristo, il suo Vicario e tutto ciò che si attiene alla cristiana religione. L’odio dei massoni a Gesù è tutto giudaico.
«Nell’avvenire ideato e sperato dal giudaismo massonico non solo comprendesi l’annientamento della religione cristiana, ma ancora la manifestazione di un capo supremo della loro setta, il quale dovrebbe togliere dalla faccia della terra ogni memoria di Gesù Cristo e della sua dottrina, pura, vera, celestiale e costituire un regno universale, fondato sui godimenti carnali e terreni, sulla indipendenza della ragione da Dio.
«Ora vi sarebbe una via e un progresso verso la predetta manifestazione, ch’è il termine dei loro voti. Il vagheggiato anticristo per eccellenza, dovrebbe, secondo i sogni settarii, avere la suprema autorità sopra tutte le genti in Vaticano, cacciatone il Vicario di Cristo e ridotta Roma ad essere capitale di tutto il mondo giudeo-massonico, alla quale Roma dovrebbe essere subordinata, non solo la Germania e la Francia, ma tutto il mondo, come l’era un tempo sotto Roma pagana, e meglio ancora come lo è da venti secoli, nell’ordine morale e religioso, sotto Roma Papale, da venti secoli timone che guida la nave del mondo a Dio, nella luce della verità e della giustizia».
I giudei governano la massoneria, ma il grosso degli affiliati è costituito dalla massa di fratelli ingannati, specie in Italia, con le parole d’ordine di progresso universale, amor di patria, indipendenza, unità nazionale. Nonostante le innumerevoli prove, questa massa di ingannati non si accorge che il vero fine della giudeo-massoneria è la distruzione della religione e l’apostasia totale da Gesù Cristo.
Tuttavia siffatto avvenire è di impossibile realtà, e ciò per due ragioni. In primo luogo perché contrario alla Bibbia, in secondo luogo perché contrario alla ragione.
Il fine della venuta di Cristo è la redenzione dalla colpa del genere umano, la gloria di Dio, e non la gloria terrena degli uomini.
«I giudei si illusero aspettando un Messia, che dovesse innalzare il popolo ebreo a somma gloria temporale sopra tutte le nazioni, destinato a dominarle politicamente e civilmente».
Ma le testimonianze bibliche e le affermazioni dello stesso Gesù Cristo ci dicono che la sua missione sarà perpetua e duratura sino alla fine dei secoli, nonostante le crudeltà, gli inganni, i tradimenti e le inique trame dei suoi nemici. Per venti secoli nulla giovò a distruggere la religione cristiana. E ci riusciranno proprio adesso?
«L’avvenire della razza giudaica non è un mistero per noi. Saranno bersaglio dell’ira divina fino agli ultimi tempi, nei quali le reliquie di quest’antico popolo, privilegiato singolarmente da Dio, si pentiranno del commesso deicidio e riconosceranno in Gesù Cristo, crocifisso dai loro padri, qual vero Messia, che loro fin dal principio dell’umane generazioni fu predetto: lo adoreranno, lo ameranno; e malediranno le sètte da loro inventate e promosse per odio allo stesso Cristo».
Fino a questo vaticinato faustissimo avvenimento della conversione d‘Israele, i giudei persisteranno nel loro peccato e nel loro odio a Gesù Cristo. Ed infatti oggi, resi potentissimi dalle loro strabocchevoli ricchezze, sono a capo della violenza anticlericale. Succhiano il sangue dei cristiani, ordinano la politica nei gabinetti, comandano ai sovrani, formano l’opinione pubblica coi giornali, e per mezzo della massoneria spingono i popoli alla miseria e alla disperazione.
Quanti letterati, filosofi, scienziati ascrittisi alla massoneria, non sono che dei burattini nelle mani dei giudei!
La vittoria della giudeo-massoneria sarebbe la vittoria di Satana sopra Gesù e la sua religione, e ciò è assurdo.
«L’avvenire sognato dai giudei massoni è impossibile, è assurdo. Costoro, satelliti di Satana, spargeranno sì vizii ed errori, trascineranno i popoli alle ribellioni, alla fame, agli eccidii, alla guerra, alla barbarie selvaggia; eserciteranno colle persecuzioni la pazienza dei martiri, ma, cessi l’illusione! Sino alla fine dei secoli la religione di Gesù Cristo starà ferma, e i suoi nemici passeranno innanzi alla Chiesa cattolica nelle successive generazioni, come passano le onde davanti un immobile scoglio, cui bagnano e percuotono, ma non possono rovesciare e disperdere. Sillaba di Dio non si cancella. La Chiesa di Dio è intangibile; può essere aggredita, ma non vinta: gli aggressori rimangono alfine vinti. Sarà vinto così Satanasso, che vive e pugna nella giudaica massoneria».
Indubbiamente anche tra i cattolici c’è chi commette scandali pubblici ed irrita la giustizia di Dio, ma nondimeno vi sono anche molte anime buone, martiri che patiscono continuamente sotto il martello dei persecutori.
Dall’altra parte invece c’è una setta giudeo-massonica che dispregia come fango e lordura i cattolici, dal Papa fino al più umile plebeo e vilipendia come superstizioni puerili e da imbecilli tutte le pratiche di virtù cristiane.
«Tale superbia non può non incontrare la comune avversione, e sopra di tutto l’ira di Dio, il quale manifestamente ha dichiarato ch’egli distruggerà dalle fondamenta tutti gli edificii eretti contro di lui: Isti aedificabunt et ego destruam [essi ricostruiranno, ma io demolirò] (Malach. I, 4)».
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