Ron Paul: Tutto rimanda alla NATO

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TUTTO RIMANDA ALLA NATO[1]

Di Ron Paul, 28 febbraio 2022

Quando l’Amministrazione Bush annunciò nel 2008 che l’Ucraina e la Georgia sarebbero state ritenute idonee all’entrata nella NATO, sapevo che era un’idea terribile. Quasi due decenni dopo la fine sia del Patto di Varsavia che della Guerra Fredda, allargare la NATO non aveva senso. La NATO stessa non aveva senso.

Nello spiegare il mio voto contrario ad un disegno di legge volto ad approvare l’allargamento, all’epoca dissi:

“La NATO è un’organizzazione il cui scopo è finito con la fine del suo avversario, il Patto di Varsavia…Questo ciclo attuale dell’allargamento della NATO è un premio politico ai governi della Georgia e dell’Ucraina che sono giunti al potere in conseguenza delle rivoluzioni sostenute dagli Stati Uniti, le cosiddette Rivoluzione arancione e Rivoluzione delle rose. Fornire garanzie militari all’Ucraina e alla Georgia può solo mettere ulteriormente a dura prova il nostro esercito. Questo allargamento della NATO potrebbe coinvolgere l’esercito americano in conflitti senza rapporto con il nostro interesse nazionale…”.

Purtroppo, come abbiamo visto la scorsa settimana, i miei timori si sono rivelati fondati. Non c’è bisogno di approvare le azioni militari della Russia per analizzare la sua dichiarata motivazione: l’entrata dell’Ucraina nella NATO era una linea rossa che essa non voleva vedere oltrepassata. Come ci accorgiamo noi stessi di fronte al rischio di una terribile escalation, dovremmo ricordarci che tutto questo non doveva succedere. Non c’erano vantaggi per gli Stati Uniti nell’allargare e nel minacciare di allargare la NATO sul gradino davanti alla porta della Russia. Non c’è modo di sostenere che siamo più al sicuro con questa mossa.

La NATO stessa fu un gigantesco errore.

Quando nel 1949 il Senato americano inizialmente votò sul trattato istitutivo della NATO, il Senatore Robert Taft – conosciuto come “Mr. Republican” – fece un eccellente discorso sul perché avrebbe votato contro la creazione della NATO.

Spiegando il suo voto contrario, Taft disse:

“…il trattato fa parte di un programma molto più vasto mediante il quale noi armiamo tutte queste nazioni contro la Russia…Un programma militare congiunto è già stato realizzato…Diventa così un’alleanza militare offensiva e difensiva contro la Russia. Ritengo che la nostra politica estera debba essere volta primariamente alla sicurezza e alla pace, e ritengo che una tale alleanza è più probabile che produca la guerra piuttosto che la pace”.

Taft continuò:

“Se iniziamo ad armare tutte le nazioni attorno alla Russia…e la Russia si vede accerchiata dalle cosiddette armi difensive a partire dalla Norvegia e dalla Danimarca fino alla Turchia e alla Grecia, potrebbe maturare un’opinione differente. Potrebbe decidere che l’armare l’Europa occidentale, a prescindere dal suo scopo attuale, mira ad un attacco contro la Russia. La sua idea potrebbe essere irragionevole, e io penso che lo sia. Ma dal punto di vista russo potrebbe non sembrare irragionevole. Potrebbero decidere che se la guerra è la conseguenza certa, sarebbe meglio che questa guerra avvenga ora piuttosto che dopo che il riarmo dell’Europa sia stato completato…”.

Quanto aveva ragione!

Ma la NATO è uscita fuori dai binari molto prima del 2008. Il Trattato dell’Atlantico del Nord venne firmato il 4 aprile 1949 e con l’inizio della Guerra di Corea, che avvenne solo un anno dopo, la NATO venne pesantemente coinvolta nelle operazioni militari della guerra in Asia, non in Europa!

È stato dichiarato che lo scopo della NATO è di “garantire la sicurezza e la libertà dei suoi membri mediante mezzi politici e militari”. Non è stato un lavoro ben fatto!

Credo fortemente oggi come credevo nel mio discorso del 2008 alla Camera dei rappresentanti che “La NATO dovrebbe essere smantellata, non allargata”. Nel frattempo, l’allargamento dovrebbe essere fuori questione. I rischi non compensano i benefici!

 

[1] Traduzione di Andrea Carancini. Il testo originale è disponibile all’indirizzo: http://www.ronpaulinstitute.org/archives/featured-articles/2022/february/28/it-all-comes-back-to-nato/

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