Giornale americano combatte contro i tentativi di costringerlo ad allearsi con Israele

A pile of newspapers and magazines on 14 January 2015 [MARTIN BUREAU/AFP/Getty Images]

GIORNALE AMERICANO COMBATTE CONTRO I TENTATIVI DI COSTRINGERLO AD ALLEARSI CON ISRAELE[1]

23 novembre 2021

Un giornale locale nello stato americano dell’Arkansas ha denunciato di aver ricevuto pressioni affinché dichiari la sua alleanza con Israele e non boicotti il paese, mentre [molti] stati negli Stati Uniti continuano ad approvare leggi che proibiscono tale pratica.

In un articolo sul New York Times, il fondatore dell’Arkansas Times, Alan Leveritt, racconta che, nel 2018, gli venne dato un ultimatum dal Pulaski Technical College in base al quale per “continuare a ricevere i suoi dollari mediante inserzioni, avremmo dovuto mettere per iscritto che la nostra azienda non era impegnata in un boicottaggio di Israele”.

Leveritt ha descritto la richiesta come “sconcertante”, chiedendo “perché ci dovrebbe essere richiesto di firmare un impegno riguardante un paese del Medio Oriente?”. Nonostante il fatto che “boicottare Israele non avrebbe potuto essere più lontano dalle nostre menti e nonostante il finanziamento statale sia una fonte significativa dei nostri introiti, la nostra risposta è stata no”, ha detto.

“Noi non assumiamo posizioni politiche in cambio di pubblicità. Se avessimo firmato l’impegno, credo, avremmo firmato contro il nostro diritto alla libertà di coscienza”, ha sottolineato. Esso avrebbe anche compromesso il ruolo del giornale come entità giornalistica, rendendolo “immeritevole delle protezioni che ci vengono garantite in base al Primo Emendamento”.

La richiesta di impegnarsi a non boicottare Israele è il risultato di una campagna nazionale a sostegno di Tel Aviv e a proteggerlo dal movimento Boycott, Divestment and Sanctions (BDS). Lanciato nel 2005, il movimento incoraggia il boicottaggio dei prodotti israeliani che provengono dai territori palestinesi occupati in Cisgiordania, come pure il boicottaggio di compagnie che hanno a che fare con essi o che hanno contratti che impattano sull’occupazione.

Senatori e membri del Congresso hanno lavorato per contrastare il movimento BDS e per distruggere ogni potenziale sostegno a esso nel corso degli anni. Di conseguenza, oltre 30 stati – la maggioranza degli Stati Uniti – hanno approvato leggi contro di esso, a cui l’Arkansas si è unito nel 2017.

La ragione per la quale l’Arkansas ha ceduto facilmente alla campagna contro il BDS, secondo Leveritt, è dovuta alla base dei protestanti di orientamento conservatore che esiste nello stato, come pure al fatto che la sua assemblea legislativa è dominata da un gruppo che crede che l’esistenza e la prosperità di Israele sia il precursore della seconda venuta di Gesù Cristo.

Uno di coloro che hanno contribuito a questa legge dell’Arkansas è l’ex leader della maggioranza nel Senato, Bart Hester. Leveritt ha scritto che, in un nuovo film documentario intitolato “Boycott”, Hester dice che “ci sono certe cose che accadranno in Israele prima che Cristo ritorni. Vi saranno carestie e malattie e guerre. E il popolo ebreo tornerà nella sua madrepatria. A quel punto Gesù Cristo tornerà sulla terra”.

Hester crede anche che “chiunque, ebreo o non ebreo, non accetta Cristo, secondo il mio parere, finirà all’inferno”. Questa convinzione, come pure la credenza che Israele e gli ebrei non saranno salvati dall’Armageddon, ha causato nel corso degli anni una confusione di cui si è molto parlato riguardante la strana alleanza tra i protestanti occidentali e Israele.

Leveritt ha condannato le pressioni esercitate a sostegno di Israele come essenzialmente incostituzionali, sottolineando che “gli stati stanno barattando i diritti dei loro cittadini a esercitare il Primo Emendamento con quello che appare come un sostegno incondizionato a un governo straniero”. Egli si è anche fatto beffe dell’argomento dello stato secondo cui la pratica del boicottaggio non rientra nel discorso politico ma è piuttosto un esercizio economico, il che lo rende soggetto alle leggi dello stato. “Noi abbiamo ritenuto un tale argomento assurdo”, ha detto. “Dopo tutto, la mitologia fondatrice della nostra nazione include il boicottaggio del tè”.

Nonostante il fatto che la predetta legge e l’infrazione della costituzione siano antiamericane, ciò non ha impedito a stati come il Texas di convertire in legge, due mesi fa, la proibizione imposta alle agenzie statali “di condurre affari con appaltatori che boicottano combustibili fossili e un’altra che impedisce alle agenzie di contrattare con imprese che boicottano le aziende produttrici di armi da fuoco o le associazioni di categoria”.

Leveritt e l’Arkansas Times hanno intrapreso un’azione legale per rovesciare la legge anti-BDS in base al fatto che essa viola gli Emendamenti 1 e 14: i ricorrenti sono rappresentati dall’Unione Americana per le Libertà Civili. La loro causa sarà ora giudicata dalla Corte d’appello per l’ottavo circuito, e mentre una decisione in merito è attesa tra breve, Leveritt ammette che “siamo preoccupati che non ci daranno ragione”.

Se perderanno la causa, ricorreranno alla Corte Suprema. Se ciò accadrà, tuttavia, Leveritt predice che “ci sarà una sfilza di leggi che si ripeteranno a pappagallo” per attuare un sostegno incondizionato a Israele, il che provocherà un arretramento significativo nella lotta per i diritti costituzionali”.

“Queste leggi anti-boicottaggio, che permettono al governo di usare il denaro per punire il dissenso, incoraggeranno la creazione di leggi più repressive che mai, che rischieranno di strangolare la libertà di parola negli anni a venire”, ha ammonito.

 

[1] Traduzione di Andrea Carancini. Il testo originale è disponibile all’indirizzo: https://www.middleeastmonitor.com/20211123-us-newspaper-fights-against-attempts-to-force-allegiance-to-israel/

2 Comments
    • Fakour90
    • 4 Dicembre 2021

    La mancanza di libertà da questo punto di vista provoca un senso di claustrofobia enorme. È come entrare in una libreria o biblioteca ed impedire a qualcuno di leggere libri. Non si può imporre a senso unico la difesa di un qualcosa e mettere i paraocchi cerebrali su tutto il resto.

    Rispondi
    • Fakour90
    • 4 Dicembre 2021

    Trovo una cosa insensata ed aberrante il fideismo filo-israeliano. Da una parte, questi gruppi di evangelisti che pensano che la difesa a senso unico di Israele sia parte addirittura della fede. Dall’altra, i tipi come Birgitta Ohlson. Tutti e due gli schieramenti, la testa e le corna del Moloch, se così si può dire, concorrono ad essere un unico corpo,una assoluta presa in giro.

    Rispondi

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