Éric Dupond-Moretti: un ministro francese al servizio dell’entità sionista

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QUANDO UN MINISTRO FRANCESE VIENE COLTO IN FLAGRANTE DELITTO DI SOTTOMISSIONE A ISRAELE[1]

12 febbraio 2021

Alcuni intellettuali francesi hanno indirizzato una lettera aperta al ministro francese della Giustizia per chiedergli delle spiegazioni su una nota di cui si è servito per reprimere il boicottaggio dei prodotti israeliani. “Lei ha recentemente diffuso una circolare all’attenzione di tutti i procuratori e dei presidenti di tribunale nella quale viene loro chiesto di condannare gli appelli al boicottaggio dei prodotti israeliani che equivarrebbero a una provocazione alla discriminazione nei confronti di una nazione, e ciò a dispetto della sentenza dell’11 giugno 2020 della Corte europea dei diritti dell’Uomo”, si legge nel testo.

“Le poche precauzioni di stesura contenute nella sua circolare – dove lei consiglia in particolare ai magistrati di motivare al meglio le loro condanne – nascondono male il fatto che lei torna alla carica tentando di assimilare il boicottaggio di Israele all’antisemitismo, come preteso da certi gruppi di pressione pro-israeliani”, deplorano i firmatari della lettera, secondo i quali Eric Dupond-Moretti ne apporta la prova “raccomandando ai magistrati, nel paragrafo sulle penalità, di obbligare i boicottanti – salvo un comportamento reiterato – a effettuare uno “stage sulla Shoah”.

“Non contento di non tener conto dell’indipendenza della magistratura – rivolgendosi ai presidenti di tribunale – e dei giudizi della CEDH, verso i quali la Francia ha tuttavia l’obbligo di conformarsi, in quanto membro dell’Unione Europea, e a fortiori del Consiglio d’Europa, lei viene […] – quando si vuole venire in aiuto del popolo palestinese sotto occupazione, colonizzato, ghettizzato, martirizzato – a parlarci delle persecuzioni subite dagli ebrei? È una presa di posizione assolutamente abietta, è un insulto”, si indignano gli autori della lettera.

“Lei dimostra con questo, non solo il suo disprezzo per un popolo oppresso, ma anche per le donne e per gli uomini di coscienza che sono costretti a ricorrere, come hanno fatto Gandhi, Martin Luther King o Mandela, all’appello al boicottaggio, perché i nostri governanti non hanno nessun rispetto per le risoluzioni e le convenzioni che sono state sottoscritte in materia di diritti dell’Uomo e del diritto internazionale quando si tratta di Israele”, aggiungono i firmatari, tra i quali figura il giornalista e scrittore Jacques-Marie Bourget.

“Lo Stato francese è già caduto molto in basso molestando delle personalità come Stéphane Hessel, Edgar Morin o Daniel Mermet per le loro critiche alla politica israeliana”, deplorano ancora gli autori della lettera per i quali Noam Chomsky, Norman Finkelstein, Ken Loach, Roger Waters, Desmond Tutu, Ronnie Kasrils e molti altri avrebbero subito la stessa sorte se vivessero in Francia.

“Lei pensa che uno stage sulla Shoah potrebbe confarsi agli israeliani ebrei che, anche loro, chiedono il boicottaggio di questo medesimo Stato?”, interrogano questi intellettuali antisionisti rintuzzando il ministro: “Cosa farebbe dell’ex presidente del Parlamento israeliano, Avraham Burg, che ha talmente vergogna della politica israeliana che ha chiesto che la sua nazionalità ebraica venga soppressa? Quale sentenza per i giovani israeliani ebrei, questi refuznik, che preferiscono andare in prigione piuttosto che prestare servizio in un esercito di occupazione?”. “Sarebbe un grave errore pensare che tutti gli ebrei sono fusi in un medesimo stampo e che sostengono tutti uno Stato che commette dei crimini di guerra e dei crimini contro l’umanità, unicamente perché esso pretende di essere ebraico”, notano costoro, rilevando che “non è perché non viene mai data loro la parola che gli ebrei che sanno riconoscere l’ingiustizia e l’oppressione non esistono”.

“Lei osa parlare di discriminazione nei confronti di una nazione (Israele), quando un popolo intero è privato dei propri diritti più elementari, tra cui la propria libertà di movimento, da decenni, da parte di un occupante brutale, che viola in permanenza i diritti dell’Uomo e il diritto internazionale, dando nuova veste all’idea di razza superiore?”, insorgono ancora gli intellettuali francesi che mettono in guardia il destinatario della loro missiva dal “non contribuire allo sviluppo dell’antisemitismo in Francia […] nel collocare Israele al di sopra della legge, garantendogli l’impunità, inviando ai magistrati una circolare che non tratta che del boicottaggio d’Israele, e di nessun altro paese, sottomettendosi alla volontà di una lobby pro-israeliana senza scrupoli, che incoraggia in Francia i comportamenti violenti dei teppisti di estrema destra della Ligue de défense juive”. Comportandosi in tal modo, “si diffonde l’idea malsana, e in fin dei conti antisemita, che gli ebrei formino una categoria di persone a parte, al di sopra delle leggi”, ritengono costoro.

“Invece di volerci imbavagliare perché chiediamo delle sanzioni contro Israele volte a dare un senso al suo mai più questo di facciata, lei dovrebbe comprendere […] che le azioni BDS, che riuniscono delle persone di tutte le confessioni (ivi compresa l’ebraica) e atee, sono, al contrario, finalizzate naturalmente a lottare contro il razzismo, compreso l’antisemitismo”, concludono gli autori della lettera aperta firmata da storici, sociologi, militanti antirazzisti, avvocati, scienziati, religiosi e artisti.

[1] Traduzione di Andrea Carancini. Il testo originale è disponibile all’indirizzo: https://www.algeriepatriotique.com/2021/02/12/quand-un-ministre-francais-est-pris-en-flagrant-delit-de-soumission-a-israel/

One Comment
    • Non sono un Dicci'
    • 16 Febbraio 2021

    I servi dell’entità sionista sono presenti e ben radicati nei contesti sociali ed istituzionali. È un incredibile sistema di caste,dai piani più alti della società fino agli ambienti delinquenziali.

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