Il martirio di Ursula Haverbeck

GERMANIA: LA DISSIDENTE POLITICA URSULA HAVERBECK RIMANDATA IN PRIGIONE; POTREBBE DIVENTARE LA DETENUTA PIÙ VECCHIA DEL MONDO[1]

Di Eric Striker, 5 dicembre 2020

Solo poche settimane dopo aver scontato una condanna al carcere di due anni e mezzo per “negazionismo dell’Olocausto”, la novantaduenne Ursula Haverbeck è stata nuovamente condannata dai tribunali tedeschi, questa volta per un’intervista che ella diede nel 2018 esprimendo l’opinione che gli ebrei non venivano sistematicamente uccisi durante la seconda guerra mondiale e che le camere a gas di Auschwitz sono una menzogna politicamente motivata.

Se la sentenza di un anno [di prigione] da parte della corte federale nell’ultimo caso di Haverbeck verrà confermata, la Germania avrà lo sgradito primato di imprigionare la detenuta più vecchia del mondo, un titolo che in precedenza era stato conseguito dall’americana Lucille Keppen, che venne incarcerata per aver sparato al proprio vicino e che venne rilasciata all’età di 93 anni.

Il governo tedesco trascina in tribunale Haverbeck da decenni per aver ella contestato le affermazioni ebraiche sulle camere a gas e sugli stermini sistematici. Come tutti sanno Haverbeck ha protestato contro i tribunali fantoccio che umiliano e diffamano gli anziani veterani di guerra utilizzando le false testimonianze di “sopravvissuti”.

A partire dal 1945, numerosi ufficiali di alto rango del Terzo Reich, soldati e lavoratori dei campi di concentramento hanno contestato la narrazione dell’Olocausto, inclusi l’ufficiale della Wehrmacht Otto Ernst Remer, il lavoratore di Auschwitz Thies Christophersen, Erich Priebke, Leon Degrelle, e il soldato delle SS Karl Muenter, quest’ultimo morto all’età di 96 anni prima che iniziasse il suo processo per “negazionismo dell’Olocausto”.

Il defunto marito di Haverbeck, Werner Georg Haverbeck, fu un influente membro del partito nazionalsocialista e parimenti contestò l’accusa del sangue contro il popolo tedesco conosciuta come die Auschwitz luge (la menzogna di Auschwitz).

Il sistema penale tedesco è stato spietato con Haverbeck. Alla nonagenaria, che è una prigioniera di coscienza, è stata negata la scarcerazione dopo che ella aveva scontato i 2/3 della propria sentenza, una scarcerazione che è di prammatica in Germania. Mentre lo Stato aveva in precedenza liberato 1.000 detenuti a causa del COVID lo scorso marzo, Haverbeck è stata rilasciata solo alla metà di novembre.

Non vi è segno di vergogna o di preoccupazione per i diritti umani nel paese: il giudice dell’ultimo caso ha sottolineato che Haverbeck continuerà a essere punita fino a quando ella imparerà a tenere la bocca chiusa. Si può solo immaginare le proteste che giungerebbero da parte delle organizzazioni non governative se l’Iran, la Cina o la Russia imprigionassero una donna anziana per aver contestato la linea del governo.

Il potente spirito di Haverbeck è diventato una fonte di ispirazione per i patrioti in Germania e nel mondo. Nel 2019, ella si è candidata alle elezioni per il parlamento europeo mentre stava dietro le sbarre e ha ricevuto 25.000 voti, un fatto altamente sgradito per l’establishment mediatico europeo. Ogni anno, nel giorno del suo compleanno, centinaia di tedeschi si sono radunati all’esterno del carcere dove ella era detenuta chiedendo la sua scarcerazione.

Intellettuali e attivisti in Europa, nelle Americhe e in Giappone hanno espresso sconcerto a causa dei maltrattamenti che le vengono inflitti e della mancanza di libertà in una nazione che sostiene di essere una “democrazia”. Nel carcere di Bielefeld, dove Haverbeck è stata detenuta, i funzionari della prigione hanno avuto un bel daffare nel passare al vaglio la quantità di lettere e di fiori che la loro famosa prigioniera ha ricevuto durante la detenzione.

Per ciò che concerne la più vecchia detenuta della Germania, è chiaro che ella non si piegherà di fronte al furore dei gruppi ebraici che dirigono i burocrati carrieristi. Se lo stato tedesco è interessato alla propria reputazione dovrebbe smettere di tormentare Haverbeck, tuttavia il religioso timore dell’Occidente nei confronti di un dibattito su ciò che è accaduto durante la seconda guerra mondiale continua a essere prioritario rispetto ad ogni altra preoccupazione.

[1] Traduzione di Andrea Carancini. Il testo originale è disponibile all’indirizzo: https://www.unz.com/estriker/germany-political-dissident-ursula-haverbeck-sent-back-to-prison-may-become-oldest-female-inmate-in-the-world/

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