La controversia sull’idrossiclorochina: lettera aperta di oltre 120 scienziati alla rivista Lancet

Pubblico a seguire la traduzione di un articolo del Daily Mail sulla controversia concernente l’idrossiclorochina, il farmaco utilizzato da molti medici in tutto il mondo per il trattamento (e la prevenzione) anti-Covid. Ci sono fortissime pressioni affinché l’idrossiclorochina non venga più usata a tale scopo. Invito quindi i lettori a cogliere la sostanza dell’articolo (oltre 120 scienziati autorevoli hanno scritto una lettera per criticare lo studio ostile all’idrossiclorochina pubblicato sulla rivista Lancet) e a diffidare del taglio sottilmente denigratorio che il giornale inglese ha voluto dare alla notizia (cercando di sminuire la reputazione di uno dei firmatari della lettera in questione: l’epidemiologo Neil Ferguson). Dopo gli ostacoli frapposti in Italia alla terapia al plasma iperimmune, adesso giunge la “scomunica” internazionale contro l’idrossiclorochina, un farmaco usato da decenni contro la malaria senza che fossero emerse particolari obiezioni contro eventuali effetti collaterali. Vedremo quali saranno gli sviluppi di questa lotta tra gli interessi di “Big Pharma” e gli scienziati e i medici impegnati in prima linea a salvare vite umane.

PIÙ DI 120 AUTOREVOLI SCIENZIATI CRITICANO UNA SERIE DI PECCHE NELLO STUDIO CHE HA DICHIARATO CHE IL FARMACO IDROSSICLOROCHINA APPOGGIATO DA TRUMP HA AUMENTATO IL RISCHIO DI MORTE NEI PAZIENTI DEL COVID-19 E CHE HA INDOTTO A INTERROMPERE LE SPERIMENTAZIONI GLOBALI[1]

  • La lettera ha scoperto 10 pecche, inclusi dati sui pazienti che “non quadrano” con la documentazione.
  • I firmatari includono il controverso epidemiologo britannico Neil Ferguson.
  • Le conclusioni dello studio, secondo cui il farmaco antimalarico aumenta il rischio di morte, ha suscitato paure in tutto il mondo.
  • Le sperimentazioni sui pazienti in tutto il mondo sono state fermate, inclusi due studi dell’Università di Oxford in Gran Bretagna.

Di Connor Boyd, 29 maggio 2020

Più di 120 eminenti scienziati e dottori da tutto il mondo hanno criticato uno studio sull’idrossiclorochina che ha fermato le sperimentazioni su scala globale del farmaco antimalarico.

Gli esperti hanno scritto una lettera aperta al direttore del Lancet, la rivista di medicina in cui lo studio è stato pubblicato, sollevando serie preoccupazioni sui suoi metodi.

Costoro hanno evidenziato 10 pecche principali, inclusi dati sui pazienti che essi affermano non quadrare con i documenti pubblici disponibili.

I firmatari della lettera includono l’eminente epidemiologo dell’Imperial College di Londra Neil Ferguson, il cui severo ammonimento che 250.000 inglesi avrebbero potuto morire senza adeguate contromisure ha avuto un ruolo nell’adozione del lockdown inglese a marzo. Egli ha anche provocato titoli sui giornali questo mese per essersi fatto beffe delle medesime regole del lockdown per aver avuto appuntamenti galanti segreti con la sua amante sposata.

Gli scienziati americani e svizzeri che stanno dietro lo studio del Lancet, pubblicato venerdì scorso, hanno dichiarato che l’idrossiclorochina ha aumentato il rischio di morte e di problemi cardiaci nei pazienti colpiti dal Covid-19.

Le loro conclusioni hanno indotto gli enti britannici di controllo sanitario a sospendere temporaneamente due importanti sperimentazioni cliniche dell’Università di Oxford con il farmaco antimalarico.

Anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha staccato la spina al suo studio SOLIDARITY, sulla base dei preoccupanti risultati.

Il grande studio osservativo ha analizzato i dati di circa 15.000 malati di Covid che hanno ricevuto l’idrossiclorochina o un’altra forma di tale farmaco, da solo o in combinazione con antibiotici.

Esso ha poi confrontato questi dati con le cartelle ospedaliere di 81.000 controlli che non hanno assunto il farmaco – e ha sostenuto che i dati sono provenuti da sei continenti.

I firmatari della lettera hanno detto che lo studio non ha menzionato i paesi o gli ospedali che hanno contribuito all’acquisizione dei dati, sostenendo che tali dati non possono essere verificati.

Nella lettera essi scrivono: “Gli autori non hanno aderito alle procedure standard nella comunità dell’apprendimento automatico e delle statistiche. Costoro non hanno diffuso il loro codice o i loro dati.

“Non c’è stata nessuna revisione etica…Non c’è stata nessuna menzione dei paesi o degli ospedali che hanno contribuito all’acquisizione dei dati e nessuna attestazione dei loro contributi.

“Una richiesta agli autori di informazioni sui centri contributori è stata negata. I dati provenienti dall’Australia non sono compatibili con i rapporti governativi.

“Surgisphere [la compagnia che gestisce il database dei pazienti utilizzato per redigere lo studio] ha dichiarato da allora che questo è stato un errore di classificazione di un ospedale dall’Asia. Questo indica il bisogno di un’ulteriore verifica degli errori nel database”.

La lettera, vista dapprima dal Guardian, asserisce anche che i dati provenienti dall’Africa indicano che circa un quarto dei pazienti di Covid-19 e il 40% di tutte le morti sul continente riguardano ospedali dove opera Surgisphere.

Gli esperti dicono che questo è “improbabile” che sia vero. Essi ora definiscono le conclusioni dello studio un falso allarme ed esortano a riprendere le sperimentazioni cliniche a livello globale.

Surgisphere ha da allora rilasciato una dichiarazione pubblica difendendo il proprio studio, sostenendo che è stato “eseguito in modo accurato”. Ma ha ammesso che i suoi risultati non dovrebbero essere “ultra-interpretati”.

L’idrossiclorochina è stata individuata come uno dei farmaci esistenti più promettenti nella lotta contro il coronavirus.

Gli studi di laboratorio hanno mostrato che essa potrebbe impedire alla malattia di replicarsi in vitro, ma l’effetto sugli umani non è chiaro.

Il Presidente Trump è stato tra i primi nel mese di marzo a diventare entusiasta sui possibili benefici per i pazienti di coronavirus.

Poi questo mese ha rivelato di aver assunto il farmaco antimalarico per una settimana e mezzo per evitare il virus – nonostante che nessuna prova abbia mostrato che esso agisse in questo modo.

Tre sperimentazioni del farmaco sugli esseri umani condotte dall’Università di Oxford sono in corso per testare i suoi effetti su uno spettro di pazienti con il morbo virale.

Più di 10.500 pazienti del Servizio Sanitario Nazionale con effetti del Covid da lievi a pesanti stanno prendendo parte alla sperimentazione finalizzata alla guarigione in centinaia di ospedali in tutto il Regno Unito.

COPCOV è uno studio internazionale volto a conoscere in primo luogo se le compresse antimalariche possono impedire l’infezione da coronavirus.

E la sperimentazione Principle sta accertando l’effetto dell’idrossiclorochina sui pazienti Covid anziani – che sono quelli più a rischio di morte a causa della malattia.

Il reclutamento per le sperimentazioni COPCOV e Principle è stato temporaneamente sospeso a causa della pubblicazione dello studio sul Lancet.

I ricercatori dietro questi studi dicono di aspettarsi pienamente che tornino in esecuzione nelle prossime settimane.

 

 

 

 

[1] Traduzione di Andrea Carancini. Il testo originale è disponibile all’indirizzo: https://www.dailymail.co.uk/news/article-8368649/Fury-study-halted-global-Covid-19-trials-letter-questions-methods.html?ito=facebook_share_article-top&fbclid=IwAR03b67BKN7K0-qAA0QmNBb18dNfBuZP2lp31XeSzEWyL-v_tCgGEw7_Pgs

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