Il rabbino capo Yitzhak Yosef: ai non ebrei dovrebbe essere vietato di vivere in Israele

AI NON EBREI DOVREBBE ESSERE VIETATO DI VIVERE IN ISRAELE, DICE IL RABBINO CAPO YITZHAK YOSEF[1]

Il rabbino ha detto che i non ebrei che non vivono secondo le sette leggi noachidi dovrebbero essere espulsi in Arabia Saudita.

Alexandra Sims, 29 marzo 2016

Il rabbino capo sefardita d’Israele ha suscitato una controversia dopo aver detto che ai non ebrei non dovrebbe essere permesso di vivere in Israele a meno che non seguano una serie di leggi ebraiche.

Il rabbino Yitzhak Yosef ha detto che i non ebrei che non vivono secondo le sette leggi noachidi dovrebbero essere espulsi in Arabia Saudita, riferisce The Times of Israel.

Parlando in un sermone il giorno di sabato, il rabbino capo ha detto: “Se potessimo intervenire con mano ferma, se avessimo il potere di comandare, allora i non ebrei non dovrebbero vivere in Israele”.

“Se un gentile non vuole osservare le sette leggi noachidi, dovremmo mandarlo in Arabia Saudita”.

Le sette leggi noachidi sono un codice morale basico illustrato nel Talmud. Esse proibiscono azioni come la bestemmia, l’omicidio, i rapporti sessuali illeciti, il furto e il mangiare animali vivi, secondo The Times of Israel.

Il rabbino Yosef ha aggiunto che ai non ebrei che acconsentono ad osservare le leggi sarà permesso di rimanere in Israele per servire gli ebrei.

“Chi, altrimenti, sarebbero i domestici? Chi saranno i nostri aiutanti? Ecco perché li lasciamo in Israele”, ha detto.

I commenti del rabbino Yosef sono stati pesantemente criticati dall’agenzia dei diritti umani Anti-Defamation League, che gli ha chiesto di ritrattare le dichiarazioni.

Jonathon Greenblatt, presidente dell’ADL, e Carole Nuriel, vice-direttore dell’ufficio israeliano dell’ADL, hanno detto in una dichiarazione che i predetti commenti sono “scioccanti e inaccettabili”.

“È inconcepibile che il rabbino capo, un rappresentante ufficiale dello Stato d’Israele, esprima opinioni così intolleranti e ignoranti sulla popolazione non ebraica di Israele – inclusi i milioni di cittadini non ebrei”.

“Come leader spirituale, il rabbino Yosef dovrebbe usare la propria influenza per predicare la tolleranza e la compassione verso gli altri, a prescindere dalla loro fede, e non cercare di escludere e di umiliare un largo segmento di israeliani”.

Questa non è la prima volta che i commenti del rabbino Yosef hanno suscitato controversie. In precedenza in questo mese, il rabbino è stato criticato per aver suggerito che Israele dovrebbe uccidere i terroristi armati di coltello senza aver paura della legge, riferisce il Jerusalem Post.

“Se un terrorista avanza con un coltello, è un mitzva [comandamento] ucciderlo”, ha detto nella sinagoga Yazadim di Gerusalemme.

“Non si dovrebbe temete che qualcuno si rivolgerà all’Alta Corte di Giustizia o che qualche capo di stato maggiore verrà e dirà qualcosa di differente”, ha aggiunto.

 

 

[1] Traduzione di Andrea Carancini. Il testo originale è disponibile all’indirizzo: https://www.independent.co.uk/news/world/middle-east/non-jews-should-be-forbidden-from-living-in-israel-says-chief-rabbi-yitzhak-yosef-a6957806.html?fbclid=IwAR0MfBv2R3vccRVzTkAwibH2_7Duzw9ShLlOCewMFpkohe_ZDcmQozEgxlU

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