Sylvia Stolz di nuovo in carcere

Da Bocage-info ricevo e traduco:

L’AVVOCATO SYLVIA STOLZ INCARCERATA IN GERMANIA

INIZIO

Nella mattinata del 23 maggio 2019, Sylvia Stolz è stata arrestata nel suo domicilio dalla polizia della Repubblica federale di Germania in seguito ad un giudizio definitivo ed esecutivo del 15 febbraio 2018. L’antica avvocatessa di Ernst Zündel deve scontare una pena di prigione di 18 mesi dopo aver esaurito le procedure d’appello e un ricorso davanti al Tribunale costituzionale federale (Bundesverfassungsgericht, abbreviato in BVerfG) di Karlsruhe.

Sylvia Stolz aveva tenuto una conferenza davanti a 2.000 persone il 24 novembre 2012 a Coire (Svizzera) durante l’ottava conferenza internazionale della Coalizione anti-censura (AZK) sul tema “Proibizione della parola, proibizione della difesa, realtà della libertà di espressione”.

Nella sua esposizione, Sylvia Stolz aveva affermato in particolare che l’Olocausto non è mai stato provato davanti ad un tribunale secondo i criteri giuridici riconosciuti come tali dagli Stati di diritto. Durante la sua allocuzione, Sylvia Stolz aveva egualmente dimostrato che le perizie relative alle scene del crimine, i metodi di esecuzione delle vittime, il numero dei morti, il quadro cronologico degli avvenimenti, gli autori dei fatti, i cadaveri o gli indizi degli omicidi non sono mai stati dimostrati secondo questi stessi criteri. Secondo Sylvia Stolz, le testimonianze, i documenti e altri elementi probatori sono assenti dal dossier dell’accusa. Non vi sarebbe egualmente alcuna prova della volontà da parte dei “nazisti” di sterminare tutto o in parte il popolo ebraico. Le prove della pianificazione e gli ordini relativi a queste azioni non sarebbero mai stati presentati davanti ad un tribunale. L’avvocatessa, per la sua critica giuridica, è stata oggetto di una denuncia penale in Svizzera per “negazione dell’Olocausto” che è stata trasmessa alla giustizia tedesca.

Sylvia Stolz è stata condannata in primo grado dal Tribunale di Monaco il 25 febbraio 2015 per “negazione dell’Olocausto” ad un anno e sei mesi di prigione senza condizionale. Inoltre, il giudizio aveva rilevato che Sylvia Stolz era già stata fatta oggetto di una condanna per gli stessi motivi nel 2008.

FINE

[La critica delle leggi non costituisce un reato in Svizzera ma sembra che la giustizia tedesca ignori questa disposizione quando si tratta di giudicare i revisionisti]

https://endederluege.blog/2019/05/23/sylvia-stolz-wieder-in-gesinnungshaft/

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