Monika Schaefer: Sylvia Stolz – incarcerata per una conferenza

SYLVIA STOLZ – INCARCERATA PER UNA CONFERENZA[1]

Di Monika Schaefer, 25 maggio 2019

Giovedì 23 maggio 2019, Sylvia Stolz è stata incarcerata in Germania per scontare una sentenza di 18 mesi di prigione per una conferenza da lei tenuta in Svizzera nel 2012.

Se c’è mai ci fosse una dimostrazione delle assurdità a cui gli occupanti della Germania sono arrivati per sopprimere la verità, questa storia deve essere il loro coronamento. Strati su strati di salti mortali all’indietro giuridici sono richiesti dal regime criminale per mandare avanti la loro favola olocaustica.

Prima di tutto, non vi è permesso di dire “XYZ”. Poi, al processo, non vi è permesso di spiegare come avete raggiunto queste conclusioni “XYZ”. Questo costituirebbe un nuovo reato, perché parlereste di “XYZ” in pubblico, e cioè in tribunale. È discutibile quanto siano “pubblici” in realtà questi processi, perché né registrazioni né trascrizioni vengono fatte o conservate. È un posto intimidatorio dove andare, e per quelli sufficientemente coraggiosi da assistere nella tribuna pubblica, prendere appunti è proibito.

Prove per la vostra difesa non sono parimenti permesse in questi tribunali. Avete letto bene!

Lo strato successivo della costruzione legale inquisitoriale del “reato di espressione” è che non vi è permesso di descrivere quanto detto finora. Perché questo è esattamente quello che Sylvia Stolz ha fatto nella sua conferenza di 90 minuti intitolata “Libertà di parola proibita, presentazione di prove proibita, difesa legale proibita”, che ella presentò nel convegno organizzato dalla Coalizione Anti-Censura nel 2012.

In quella conferenza, ella non negò l’Olocausto di per sé: ella semplicemente descrisse il paragrafo 130 del codice penale in Germania e perché è problematico. Ella parlò delle prove o della mancanza di prove, e di quello che è permesso o non è permesso dire in tribunale. Ella racconta ciò che le successe mentre agiva da avvocato difensore per Ernst Zündel anni addietro. Sylvia Stolz è un avvocato che andò in prigione per aver fatto troppo bene il suo lavoro mentre difendeva il suo cliente. Ella trascorse tre anni e tre mesi in prigione dal 2008 al 2011.

La mia storia personale si lega con quella di Sylvia Stolz, in quanto sono stata arrestata durante una delle date dell’Inquisizione – pardon – del suo processo, il 3 gennaio 2018. Mi trovavo nella tribuna pubblica quando “loro” mi individuarono, chiesero una pausa e mi portarono via.

In un interessante scambio di ruoli, Sylvia Stolz venne arrestata proprio nella tribuna pubblica alla fine del primo giorno del processo mio e di mio fratello Alfred, per aver espresso in una parola la sua forte disapprovazione per il procedimento di quel giorno. Questo fu il 2 luglio 2018. Ella trascorse i due giorni successivi in prigione per tutto ciò.

Tornando al suo processo. Ella ha ricevuto un verdetto di colpevolezza nel febbraio 2018. Ha presentato appello. Il suo processo di appello infine è terminato, senza ribaltare il verdetto. Sylvia Stolz è stata arrestata nella sua casa giovedì, presa in custodia per scontare una pena di 18 mesi. Per una conferenza che ella tenne in un altro paese – essenzialmente sulla libertà di espressione.

AGGIORNAMENTO DEL 26 MAGGIO 2019 – PER SCRIVERE UNA LETTERA O UNA CARTOLINA, ECCO L’INDIRIZZO:

Sylvia Stolz

Münchener Str. 33

86551 Aichach

Germany

 

[1] Traduzione di Andrea Carancini. Il testo originale è disponibile all’indirizzo: https://freespeechmonika.wordpress.com/2019/05/25/sylvia-stolz-incarcerated-for-a-speech/?fbclid=IwAR1EOnPByqmgfi6-vbmq5pb2q3M3rQwzOo2GcJ2iPGdkBEY4iOeJx4fGH2o

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