Trattenuta per il “pensiero sbagliato”: le guardie di confine canadesi sequestrano libri di Monika Schaefer

TRATTENUTA PER IL “PENSIERO SBAGLIATO”: LE GUARDIE DI CONFINE CANADESI SEQUESTRANO LIBRI DI MONIKA SCHAEFER[1]

Di Monika Schaefer, 26 aprile 2019

Al ritorno dagli Stati Uniti d’America il 24 aprile 2019, sono stata tenuta in stato di fermo dalle guardie di confine canadesi nell’aeroporto di Calgary per tre ore.

Tre guardie di confine hanno trascorso queste ore esaminando i miei effetti personali, specialmente i libri che avevo nella mia valigetta. Costoro cercavano “propaganda di odio”.

I cinque libri che mi hanno sequestrato per ulteriori ispezioni sono i seguenti:

  • Government by deception, di Jan Lamprecht
  • Mystery Babylon: New World Unveiled Vol 1, di Eli James & Clay Douglas
  • The Great Impersonation – The Mask of Edom, del pastore Eli James
  • The Commission, di Richard Barrett
  • Bungled: “Denying the Holocaust, di Germar Rudolf.

Il libro di Jan Lamprecht venne pubblicato nel 2002 e non ha mai avuto nessuna lamentela contro né alcuna proibizione di vendita, in Sud Africa o in America o in qualunque altro luogo dove è stato venduto. Government by deception è una critica del governo sudafricano nero, tuttavia nessuna persona di colore, né nessun altro si è mai lamentato dell’autore. È stato venduto in diverse filiali della catena Exclusive Books in Sud Africa, come pure attraverso il distributore di libri in rete Amazon per un certo numero di anni. Non è stato rifiutato da nessun distributore.

Su The Commission so molto poco, mi è stato dato da conoscenti, e avevo intenzione di fare la mia ricerca leggendolo.

Il libro Bungled: “Denying the Holocaust”, di Germar Rudolf è un libro [da scaricare come PDF] che avevo portato con me da casa per leggerlo sull’aereo.

Al momento del sequestro ne avevo letto due terzi. È un’analisi erudita ed una critica del libro di Deborah Lipstadt “Denying the Holocaust”, niente di più, niente di meno. Rudolf indica le affermazioni fatte dalla Lipstadt e discute le sue fonti o la mancanza delle medesime.

I due libri del pastore Eli James riguardano la religione e le opinioni religiose. Sarà la Bibbia il prossimo libro in un elenco di libri “pericolosi”?

Nella mia valigetta avevo il Corano – mi era stato dato da un predicatore di strada a Union Square di New York City pochi giorni prima. Volevo controllare di persona alcune delle accuse sul Corano e apprendere direttamente in che cosa consistesse tutto il trambusto. Questo libro loro non l’hanno toccato, sebbene esso abbia chiaramente delle parti che istigano all’odio e predicano la violenza. Molti esempi possono essere trovati in rete, e adesso che ho in mano il libro cartaceo, posso verificare. Ecco solo un esempio:

“5:33 Quelli che fanno guerra a Dio e al Suo Messaggero e diffondono disordini nel paese devono essere messi a morte o crocifissi o avere le mani e i piedi recisi su lati alterni, o essere banditi dal paese. Saranno disonorati in questo mondo, e poi severamente puniti nell’Aldilà …”.

Queste guardie di confine cercavano “propaganda di odio”. Mettendo da parte per il momento l’inconsistenza di questo termine, come mai le singole copie di libri nel mio possesso personale vengono ritenute dannose o pericolose per qualcuno? Quello che io scelgo di leggere è affar mio e di nessun altro. Non è che stessi importando quantità commerciali di libri. Sembra che abbiamo raggiunto la fase in cui ci viene ordinato cosa pensare, figuriamoci cosa dire. Questo è il Pensiero-Sbagliato nel mondo del 1984 di George Orwell.

Questa persecuzione di quelli di noi che contestano la versione della storia “politicamente corretta” contrasta con l’insegnamento mainstream su Karl Marx (nome di nascita Moses Mordecai Marx Levy). Considerato il “padre del comunismo”, Karl Marx pubblicò il Manifesto del partito comunista nel 1848. Non ricordo di aver appreso a scuola o all’università che il comunismo fu un sistema malvagio che provocò la morte di innumerevoli milioni di persone, né ho appreso che fosse un’impresa ebraica. Ricordo di essere stata lasciata con un’impressione generalmente benigna del comunismo dalla mia istruzione mainstream. Avrebbero ignorato queste guardie di confine il Manifesto del partito comunista, se lo avessero trovato nella mia valigetta?

C’è un elenco di libri proibiti che è stato emanato dal governo canadese? È dubbio. Queste tre guardie hanno avuto dei momenti terribilmente difficili nel determinare se i miei libri soddisfacevano la loro soglia di “propaganda di odio”. Li hanno sfogliati in continuazione, rimuginandoci su inutilmente. Hanno deciso di mandarli a Ottawa affinché qualcun altro prendesse la decisione. Ho suggerito loro che avrebbero ricevuto una buona istruzione se fossero stati loro a leggerli. Ma li ho anche informati che non approvavo le loro azioni.

Le autorità sembrano essere nel panico per il fatto che la Verità venga rivelata e per il Risveglio generale che sta arrivando. Il fatto che siano così spaventati per pochi libri che Monika Schaefer porta nella sua valigia, mostra quanto lontani siamo andati sulla strada della tirannia totale. Il comunismo sembra essere su di noi. Nella Russia bolscevica le persone venivano fucilate per avere i libri sbagliati. Preghiamo affinché la nostra traiettoria presente cambi il suo corso rapidamente, o potremmo finire in quel punto in un futuro non troppo lontano.

Non potevo immaginare tutto questo quando crescevo in un mondo apparentemente utopistico in cui ci dicevano che avevamo una totale libertà di parola e libertà di stampa nella nostra perfetta democrazia.

 

[1] Traduzione di Andrea Carancini. Il testo originale è disponibile all’indirizzo: https://freespeechmonika.wordpress.com/2019/04/26/detained-for-wrong-think-canadian-border-guards-seize-books-from-monika-schaefer/

One Comment
    • a.carancini
    • 28 Aprile 2019

    Ho tradotto volentieri questo contributo di Monika Schaefer e sono solidale con lei per la persecuzione di cui è stata fatta oggetto, sia in Canada che in Germania (dove è stata messa addirittura in galera). Ma devo dire che mi sento lontanissimo dal suo anticomunismo da guerra fredda. Equiparare il comunismo ad un'”impresa ebraica” è un riduzionismo inaccettabile che preclude a chi lo propugna la comprensione di un fenomeno ben altrimenti complesso (vedi in proposito il giudizio di Ernst Nolte: https://www.andreacarancini.it/2010/05/il-giudizio-di-ernst-nolte-su/). Inoltre non mi pare che in occidente l’informazione mainstream sia così benevola verso il comunismo: gli Stati Uniti sono un paese intriso di anticomunismo e di antisocialismo, in modo addirittura isterico.

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