Un pioniere del revisionismo

Un pioniere del revisionismo

EBREI IN EUROPA, QUANTI NE SONO STATI UCCISI?[1]

Di Austin J. App[2], 22 Maggio 1946

La lettera seguente è stata scritta da Austin App, uno dei pionieri del revisionismo negli Stati Uniti. Ne seguiranno altre, sempre dello stesso autore. Si tratta di alcuni tra i primi testi che mettono in discussione la narrazione ufficiale dell’Olocausto, allora in via di formazione. Sono documenti rari, che vanno riferiti all’epoca in cui furono scritti. Non rappresentano infatti necessariamente lo stato attuale della storiografia revisionista. Il Curatore.

Time
Rockfeller Center
New York 20, New York

Signori,

Nel vostro numero di Maggio dite che “Prima di Hitler, gli ebrei non russi d’Europa ammontavano a 6.500.000”.

Poiché disponete di enormi mezzi di indagine, che un semplice individuo come me non ha, dovreste fare una scrupolosa verifica di queste cifre.

Sembrano esagerate. Secondo gli Almanacchi, non vi sono mai stati più di 15.000000 di ebrei in tutto il mondo – sembra che ora ve ne siano altrettanti. In secondo luogo, il Diario di Berlino di William Shirer afferma da qualche parte che la Germania non ha mai avuto più di circa 700.000 ebrei. E quando la Germania si è arresa sembra che lì ve ne fossero ancora mezzo milione.

Time fornirebbe un servizio utile se esaminasse attentamente, una volta per tutte, queste cifre. Esattamente quanti ebrei vennero uccisi e per cosa; quanti morirono di maltrattamenti nei campi di concentramento e per cosa; quanti sono stati presuntamente uccisi quando sono morti semplicemente di vecchiaia.

E quanti sono stati portati, in un modo o nell’altro, negli Stati Uniti, in Messico e in Canada. Un dispaccio dell’AP [Associated Press] da Bremerhaven, dell’11 Maggio, afferma che gli Stati Uniti hanno posto in salvo 3.000.000 di profughi. La maggior parte di costoro sembra che fossero ebrei, tuttavia il giudice Simon F. Rifkind ha dichiarato di recente che i nazisti hanno ucciso 6.000.000 di ebrei. Quali sono i fatti?

Una giusta pace dipende in larga misura dai fatti e dalla verità sugli amici e sui nemici. Vorrei che Time scoprisse e presentasse ora i fatti più attendibili a disposizione. Quello che abbiamo sentito sulla popolazione ebraica d’Europa e sul suo trattamento non è stato provato.

Cordiali saluti,
Austin J. App, PhD
Incarnate Word College
San Antonio, Texas

P. S. Se volete potete stampare in tutto o in parte questa lettera. Ma quello che desidero seriamente da parte di Time è uno studio sui fatti.

[1] Originariamente pubblicata in: Morgenthau Era Letters: 119 Letters to Newpapers and NewsmakersMostly in the Decade from 1941 to 1950 [Lettere dell’era Morgenthau: 119 lettere a giornali e a fabbricanti di notizie – Per la maggior parte nel decennio dal 1941 al 1950], Boniface Press, 1966.
[2] Traduzione di Andrea Carancini. Il testo originale è disponibile all’indirizzo: http://www.codoh.com/viewpoints/vpaaslain.html

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