Austin App in difesa di Ilse Koch

Austin App in difesa di Ilse Koch

ILSE KOCH E I PRESUNTI PARALUMI[1]

Di Austin J. App, 9 Ottobre 1948[2]

Inquirer
Philadelphia, Pa

Al Direttore dell’Inquirer:

Secondo gli articoli e le lettere pubblicati sul The Inquirer molte persone vogliono la pelle di Ilse Koch e si sono arrabbiate perché la sua condanna è stata di soli quattro anni. Alcuni giustificano il proprio desiderio di vederla morta con le accuse non dimostrate secondo cui sono stati trovati a Buchenwald paralumi di pelle umana.

E’ bene ricordare a quelli che la pensano così che, parlando di cose simili, un soldato americano ha inviato a Roosevelt un tagliacarte da lui ricavato dal teschio di un giapponese. Sebbene Roosevelt abbia rifiutato il “dono” la domanda, per quelli che vogliono mettere a morte Ilse Koch per il suo presunto e indimostrato collegamento con i paralumi umani, è se questo americano che, non presuntamente bensì orgogliosamente, ha ricavato dei tagliacarte da ossa umane abbia ricevuto più dei quattro anni comminati a Ilse Koch. Il compito dell’America è di spazzare via la sporcizia prima di tutto dalla propria porta. Dio non condannerà l’America per essere stata clemente con Ilse Koch ma condannerà l’America per aver impiccato e calunniato membri di altre nazioni per azioni che se compiute dai propri connazionali vengono spacciate per esuberanza o souvenir di caccia. Solo dopo che l’americano che ha fabbricato il tagliacarte con ossa umane sarà stato punito potremo permetterci di preoccuparci dei crimini di Ilse Koch. Se non vogliamo impiccarlo per il suo comprovato “lavoretto” con le ossa allora non possiamo pensare di impiccare Ilse Koch per i suoi presunti paralumi.

Per quelli che pensano che Ilse Koch debba essere impiccata perché è stata brutale con i detenuti, lasciamo prima di tutto che constatino, di nuovo, se tutti gli americani che sono stati brutali allo stesso modo sono stati impiccati. Il vostro numero dell’8 Ottobre riporta l’accusa del giudice E. Leroy van Roden, formulata dopo aver esaminato i processi di guerra di Dachau, secondo cui “gli imputati sono stati brutalmente picchiati…Spesso i cappucci messi sulla testa dei prigionieri erano insanguinati per i colpi dati ad altri prigionieri…Alcuni inquirenti hanno cercato di estorcere confessioni travestendosi da sacerdoti”. Quelli che vogliono la pelle di Ilse Koch si stanno dando da fare affinché questi individui ricevano più dei quattro anni comminati a lei? Se non è così, allora questo è il loro primo dovere. Tra persone oneste, è lo sporco davanti alla propria porta ad avere la precedenza.

Cordiali saluti,
Austin J. App, PhD.
[1] Originariamente pubblicato in: Morgenthau Era Letters: 119 Letters to Newspapers and NewsmakersMostly in the Decade from 19411950 [Lettere dell’era Morgenthau: 119 lettere a giornali e a fabbricanti di notizia – Per la maggior parte nel decennio dal 1941 al 1950], Boniface Press, 1966.
[2] Traduzione di Andrea Carancini. Il testo originale è disponibile all’indirizzo: http://www.codoh.com/viewpoints/vpaakoch.html

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