Bruno Gollnisch non demorde

Bruno Gollnisch non demorde

Come abbiamo scritto ieri, Bruno Gollnisch non si è fatto scoraggiare dal rifiuto del presidente del Parlamento europeo di accogliere la sua Dichiarazione scritta del 18 Giugno scorso. Ha fatto perciò, lo scorso 3 Settembre, un intervento in seduta plenaria a Bruxelles sotto forma di unaDichiarazione scrittafondata, questa volta, sull’articolo 142 del regolamento (e non dell’articolo 116 come nel caso della sua precedente Dichiarazione), che sarà integrata al dibattito relativo al Rapporto sui diritti umani redatto dalla deputata dei verdi europei Hélène Flautre.

Bruxelles, 3 Settembre 2008

Dichiarazione scritta di Bruno Gollnisch
Sul Rapporto della signora Flautre

Valutazione delle sanzioni comunitarie previste nel quadro delle azioni e delle politiche della UE nell’ambito dei diritti umani.

Unendosi alle Nazioni Unite, il Parlamento europeo pretende di stabilire il regno dei diritti dell’uomo in tutto il mondo. Farebbe meglio a spazzare davanti alla porta di casa.
In Francia, in Belgio, in Germania, in Austria, migliaia di cittadini, compresi professori universitari, pubblicisti, deputati eletti dai loro compatrioti, vengono incriminati, condannati, rovinati, privati del loro impiego, imprigionati, accusati di razzismo per aver criticato l’immigrazione, di xenofobia per aver difeso la legittima preferenza nazionale, di negazionismo per aver criticato le “verità ufficiali” – seppur mutevoli – della storia contemporanea, di omofobia per aver espresso una legittima preferenza per la famiglia naturale, la sola capace di trasmettere la vita.
Queste persecuzioni politico-giudiziarie si estendono agli stessi avvocati. In Germania, la signora Sylvia Stolz viene arrestata per aver difeso in tribunale le posizioni del suo cliente. In Francia, il Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Parigi, rifiutando l’onorariato all’avvocato in pensione Eric Delcroix invece di prendere le sue difese, disonora sé stesso.
Dei magistrati, come Estoup a Versailles, Schir a Lione, Cotte a Parigi, rivaleggiano tra loro per fare delle applicazioni estensive di queste leggi arbitrarie nel disprezzo di tutti i principi protettori delle libertà. Ma soprattutto, numerosi responsabili di queste leggi liberticide siedono proprio qui.
E’ a loro, innanzitutto che si indirizza la nostra indignazione.

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