La Germania sta uccidendo Horst Mahler. Lentamente.

La Germania sta uccidendo Horst Mahler. Lentamente.

Abbiamo ricevuto dalla nostra corrispondente Bocage il seguente comunicato (traduzione rapida):

Qualcuno ricorderà che, il 23 Novembre 2007, il celebre avvocato tedesco Horst Mahler era stato condannato dal tribunale di Cottbus-Dissenchen (in Germania) a sei mesi di prigione per aver, il 15 Novembre 2006, fatto il saluto hitleriano in presenza di qualche amico davanti alla porta della prigione di quella stessa città, dove stava andando a scontare 9 mesi di prigione per “discorsi ostili agli ebrei”.

Sia la procura che lo stesso Mahler avevano fatto appello contro la detta sentenza: la procura perché considerava la pena troppo lieve e Mahler per chiedere, da parte sua, l’assoluzione.

La decisione è stata presa il 22 Luglio scorso ed eccone il resoconto fattone dal nostro fedele traduttore:

“La decisione d’appello del tribunale di Cottbus è arrivata questo martedì 22 Luglio 2008. Il procuratore (la signora Cäcilia Kramer-Krahforst) aveva chiesto una condanna a 9 mesi invece dei 6 già comminati. Il tribunale, presieduto dal giudice Braunsdorf, è andato oltre la richiesta dell’accusa infliggendo a Mahler una condanna a 11 mesi senza condizionale.

Ma questo curioso processo d’appello ha anche provocato un principio di scandalo cui la stampa ha fatto eco. In effetti, non soltanto il presidente Braunsdorf non ha fatto mistero, nelle motivazioni della sentenza, dell’odio da lui provato nei confronti dell’imputato, ma ha anche trovato il modo di prendersela con la rappresentante dell’accusa.

Ella infatti, nella sua requisitoria, aveva manifestato come le idee dell’imputato le fossero estranee ma aveva aggiunto che era difficile non provare per il medesimo una certa forma di rispetto, per il coraggio dimostrato da Mahler e per la costanza con la quale ha cercato di trovare un giudice ben disposto nei suoi confronti: per Mahler, ecco il punto, l’articolo 86 del Codice Penale, che proibisce ogni mezzo di espressione ai soggetti qualificati di essere “contrari alla Costituzione” (vale a dire, nei fatti, agli esponenti dell’estrema destra) è incompatibile con la Legge fondamentale che garantisce a tutti la libertà di espressione.

Questa dichiarazione della signora procuratore è stata non solo violentemente condannata dal giudice durante l’udienza ma ha anche fatto scandalo. Non si può non ricordare a tal proposito quello che accadde a Mannheim nel 1994 quando, prima di condannare Günter Deckert [il fedele reporter delle udienze dei processi Zündel, Rudolf e Stolz], il giudice Orlet aveva espresso stima e rispetto per l’imputato, per “la sua forza di carattere”, dichiarazione che scatenò uno scandalo senza precedenti, in cui lo stesso Helmut Kohl arrivò a offendere Orlet, prima che tale magistrato si vedesse costretto a chiedere la pensione anticipata per ragioni di “salute”.

Speriamo che non succeda lo stesso alla signora Cäcilia Kramer-Krahforst”.

Ricordiamo anche che il 28 Aprile scorso, Horst Mahler aveva subito un’altra condanna, da parte del tribunale di Erding, a 10 mesi di prigione senza condizionale, per l’intervista data alla rivista Vanity Fair, nella quale l’avvocato tedesco aveva negato l’Olocausto.

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