Intervista a Michael Hoffman

Intervista a Michael Hoffman

Il 4 Gennaio del 2006 l’agenzia d’informazioni iraniana Mehr News ha intervistato il noto studioso revisionista americano Michael Hoffman. Il testo non è quindi nuovissimo ma il suo contenuto è ancora attuale e pertanto l’abbiamo tradotto (il testo originale è disponibile all’indirizzo: http://www.revisionisthistory.org/revisionist19.html ). Buona lettura.

Andrea Carancini

Mehr News: Come lei sa, oggi l'”olocausto” è stato trasformato in una religione. Come è potuto accadere?

Michael Hoffman: La Costituzione degli Stati Uniti postula la separazione di chiesa e stato; vale a dire che nessuna religione può essere adottata come credo ufficiale dal governo americano. I giudei sono riusciti ad aggirare questo postulato con l'”Olocausto”. Con la pretesa che l'”Olocausto” è un avvenimento storico, hanno trasformato quella che in realtà è solo una sinagoga in un “museo dell’olocausto”.
Questo è accaduto a Washington, dove il Presidente Ronald Reagan – il leader americano che esortava Saddam Hussein ad annientare la repubblica islamica dell’Iran – istituì il Museo Americano dell’Olocausto, di proprietà federale. Ma questo “museo” non è vincolato alle regole della produzione delle prove e non sottopone i suoi reperti all’indagine critica. Lo scetticismo non è permesso perché l'”Olocausto” non attiene alla storia della seconda guerra mondiale: è piuttosto una religione, la religione del giudaismo per i non ebrei. Discutere onestamente o dubitare dei dettagli delle “camere a gas” significa essere un “odiatore” e un “antisemita”. La religione non può essere discussa o messa in dubbio. Perciò, l'”Olocausto” è un culto religioso mascherato da avvenimento storico. Il “Museo dell’Olocausto” degli Stati Uniti è in realtà una sinagoga, comprendente un luogo di adorazione, della prima religione di stato degli Stati Uniti d’America: l’Olocaustianità.

Mehr News: signor Hoffman, perché l’Unione Europea e il governo americano impediscono una discussione critica dell’Olocausto?

Michael Hoffman: l’Europa ha una lunga tradizione di soppressione della libertà di parola, nonostante abbia l’impudenza di dare lezioni ai musulmani sulla “democrazia” e sui “diritti umani”. Storicamente parlando, nazioni come la Francia, l’Austria e la Germania non hanno mai adottato la regola della libertà di parola per tutti. Al contrario, esse si sono attaccate al vecchio concetto della Chiesa cattolica che “l’errore non ha diritti”. L’errore può non avere diritti, ma chi stabilisce cos’è che costituisce un errore in ambito storico? Chi ha l’autorità per decidere come fissare la registrazione dei fatti storici? Un giudice massonico? Un tribunale sionista? Un primo ministro? Il rabbino capo? Il Papa? Le Nazioni Unite?
Non penso che possiamo ottenere la storia vera per decreto. La storia vera si basa sulla curiosità e sulla ricerca, non sui dogmi e sui preconcetti. La verità sulle presunte camere a gas omicide di Auschwitz, come la verità sulla stessa religione giudaica (che non è basata sul Vecchio Testamento, ma sulle tradizioni dei rabbini) destabilizzerebbe l’intera ragion d’essere della moderna Europa.
I governi europei seguono il paradigma massonico secondo cui il giudaismo è l’ideologia suprema e la fonte della spiritualità. Permettere la libertà di ricerca sulla vera natura dell'”Olocausto” e dello stesso giudaismo rabbinico distruggerebbe le basi del concetto massonico di Unione Europea, che è legato al revival della Torre di Babele, in questo caso con sede a Bruxelles.
Il Presidente dell’Iran ha sicuramente ragione quando fa notare che i profeti della Bibbia possono essere attaccati e insultati impunemente, in Europa. Le stesso Talmud insulta il profeta Isaia, avendo scritto che meritava di essere ucciso perché aveva criticato Israele. L’intolleranza verbale contro Cristo o il profeta Isaia è legale in Europa, mentre il revisionismo non lo è, perché i rabbini sono ritenuti più importanti di Dio e dei profeti. Questo è anche un principio talmudico. Così oggi vediamo che in Europa la narrazione rabbinica delle camere a gas omicide di Auschwitz – e la cifra cabalistica dei “Sei milioni” di morti – è venerata come il dogma supremo, da parte di un Occidente altrimenti agnostico. Come in passato, la credibilità del dogma viene difesa da carceri e carcerieri: altrimenti crollerebbe sotto il peso imponente della sua stessa allucinata falsità.

Mehr News: come mai notiamo che, mentre il numero di coloro che mettono in discussione l'”Olocausto” sta crescendo, cresce anche la propaganda sionista sul medesimo argomento?

Michael Hoffman: Musulmani e arabi sono costretti ad affrontare la tecnologia sofisticata – quando non la metodologia prevaricatrice – dei sionisti di Hollywood. L’Iran è uno dei leader mondiali riconosciuti nella produzione di film d’arte. Perché non riunite i vostri migliori sceneggiatori, registi e attori e producete un film veritiero, ad alto budget, sull’olocausto israeliano contro i palestinesi? Sul bombardamento terroristico di Beirut da parte di Sharon nell’estate del 1982; sugli aiuti forniti da Donald Rumsfeld e da Ronald Reagan alla guerra irachena di Saddam contro l’Iran?
Musulmani e arabi hanno permesso che il potere del cinema venisse monopolizzato dai sionisti. E’ ora che vi mettiate a produrre film per contrastare quelli di Spielberg, e le loro sfaccettate menzogne. Se li produceste con sottotitoli in inglese, distribuendoli e reclamizzandoli in modo adeguato, potrebbero avere un enorme impatto sull’opinione pubblica occidentale.
Potreste iniziare con un sito web prodotto dal vostro governo e intitolato: l’olocausto israeliano contro i palestinesi. Sono stato il primo a fare questo su internet e il mio lavoro può essere consultato al seguente indirizzo: http://www.revisionisthistory.org/palestine.html
Un’ulteriore raccomandazione: cercate per favore di equipaggiare i palestinesi con piccole cineprese digitali, in modo da registrare le atrocità israeliane quando accadono, e incoraggiateli a realizzare uno studio per la produzione di video underground dove tutto il materiale possa essere raccolto; cosicché, quando il New York Times o la CNN nascondono questi crimini o li ignorano, i musulmani ne avranno le prove in video. Questo materiale potrebbe essere presentato come testimonianza ad un futuro tribunale per la messa in stato di accusa dei capi israeliani per crimini di guerra.
Infine, prego perché vi sia la pace tra i popoli americano e iraniano.

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