Il giudizio di Harry S. Truman sugli ebrei

Un diario, scoperto nel 2003, di Harry S. Truman indica che l’ex Presidente aveva un’opinione fortemente negativa degli ebrei. Nel diario, che include 42 annotazioni scritte nel 1947, Truman racconta di una conversazione avuta con Henry Morgenthau, il Segretario del Tesoro, che aveva telefonato per discutere il destino dei profughi ebrei. Criticando l’impostazione di Morgenthau, che era ebreo, Truman scrisse in un passaggio del 21 Luglio la seguente considerazione: “Gli ebrei, ritengo che siano molto, molto egoisti. Ad essi non importa quanti estoni, lettoni, finlandesi, polacchi, iugoslavi o greci sono stati assassinati o maltrattati come profughi, fino a quando gli ebrei ricevono un trattamento speciale. Tuttavia, quando hanno il potere, fisico, finanziario o politico, nè Hitler né Stalin li superano per crudeltà o per maltrattamento del più debole. Metti il debole in alto e non fa differenza se si tratta di un russo, di un ebreo, di un negro, di dirigenti, di lavoratori, di mormoni o di battisti: impazzisce. Ho scoperto che sono davvero in pochi a ricordare la loro condizione di un tempo quando arriva il benessere”.

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