Shylock non abbandona le sue prede…

Letto sul quotidiano Le Figaro in data 28 Febbraio: La corte d’appello di Lione ha confermato la condanna a tre mesi di prigione con la condizionale e a 5.000 euro di multa contro il professor Bruno Gollnisch, numero due del Front National per delle affermazioni riguardanti le camere a gas.
Per aver sostenuto nel 2004 che “nessuno storico serio aderisce integralmente alle conclusioni del processo di Norimberga” e che bisogna “lasciar discutere gli storici delle camere a gas”, il professor Gollnisch era stato condannato in primo grado nel 2007. La corte d’appello ha però ridotto i danni chiesti dall’accusa: nel Dicembre scorso il pubblico ministero aveva chiesto che Gollnisch pagasse 55.000 euro alle otto associazioni che si erano costituite contro di lui parte civile ma giovedì scorso il tribunale ha ritenuto che due di queste associazioni (SOS Racisme e MRAP) non avevano titolo a costituirsi e ha finalmente imposto al professore di pagare “solo” 3.000 euro di danni. L’associazione MRAP ha comunicato che farà appello in Cassazione per non essere stata riconosciuta come “parte civile”.

A tutto ciò va aggiunto un’altro provvedimento, ulteriormente vergognoso, a carico di Gollnisch: egli è stato sospeso, a causa delle predette affermazioni, dall’insegnamento per cinque anni (!) dall’Università di Lione III. E questo nonostante il fatto che il professore di lingua e civiltà giapponese avesse precisato, nel corso della conferenza stampa incriminata, di non voler rimettere in discussione né le deportazioni né i “milioni di morti” dei campi nazisti né di voler “negare le camere a gas omicide”, essendosi solo limitato ad aggiungere che “quanto al modo in cui la gente moriva il dibattito deve aver luogo“.

Non è finita: lunedì scorso il tribunale di Anversa ha rigettato il ricorso presentato dall’ex senatore ed ex presidente del partito Vlaams Blok, Roeland Raes, contro il provvedimento di rinvio a giudizio per fatti di “negazionismo”. Il processo dunque ci sarà: a Bruxelles. L’affare ebbe inizio da una trasmissione del programma televisivo “Netwerk”, andata in onda in Olanda nel 2001. Durante un’intervista, il politico in questione aveva espresso dei dubbi sulla persecuzione degli ebrei durante la seconda guerra mondiale e, soprattutto, sull’autenticità del diario di Anna Frank. Il Forum delle organizzazioni ebraiche (FOJ) aveva allora presentato denuncia presso un giudice istruttore di Anversa, che aveva aperto un fascicolo. Il tribunale aveva poi trasferito la pratica a Bruxelles senza avvertire, a detta dell’avvocato difensore, l’imputato, il quale aveva presentato ricorso. Il tribunale dovrà esaminare il dossier il prossimo 14 Marzo.
Fonte: Yvonne Schleiter.

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