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	Commenti a: La duratura eredità di un grande uomo: Charles De Gaulle	</title>
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	<description>Le ragioni del revisionismo</description>
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		Di: a.carancini		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[a.carancini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Dec 2025 11:14:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Citazione: 
&quot;La catastrofica sventura degli ebrei europei durante la Seconda Guerra Mondiale viene appena menzionata da de Gaulle nelle sue memorie, in modo simile al trattamento superficiale ad essi riservato nelle memorie di Churchill ed Eisenhower. Per gli americani e gli europei occidentali di oggi, abituati a un’enfasi ripetitiva sull&#039;”Olocausto”, è forse difficile comprendere che durante la Seconda Guerra Mondiale, e per diversi decenni successivi, il triste destino degli ebrei europei non fosse una questione di particolare interesse o preoccupazione per la grande maggioranza delle persone, compresi i loro leader militari e politici&quot;.
Veramente, ad essere &quot;superficiale&quot;, in questo caso, mi sembra Mark Weber. De Gaulle, Churchill e Roosevelt, nelle loro memorie, non menzionarono mai in modo inequivocabile lo sterminio degli ebrei, e neppure le camere a gas. Secondo i revisionisti francesi, come Faurisson e Boisdefeu, questa omissione fu dovuta al fatto che i predetti statisti non credevano alla realtà dello sterminio. Vedi in proposito l&#039;articolo da me pubblicato, nel 2018, di Jean-Marie Boisdefeu: 
https://www.andreacarancini.it/2018/10/de-gaulle-lo-sterminio-degli-ebrei-generale-un-revisionista/]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Citazione:<br />
&#8220;La catastrofica sventura degli ebrei europei durante la Seconda Guerra Mondiale viene appena menzionata da de Gaulle nelle sue memorie, in modo simile al trattamento superficiale ad essi riservato nelle memorie di Churchill ed Eisenhower. Per gli americani e gli europei occidentali di oggi, abituati a un’enfasi ripetitiva sull&#8217;”Olocausto”, è forse difficile comprendere che durante la Seconda Guerra Mondiale, e per diversi decenni successivi, il triste destino degli ebrei europei non fosse una questione di particolare interesse o preoccupazione per la grande maggioranza delle persone, compresi i loro leader militari e politici&#8221;.<br />
Veramente, ad essere &#8220;superficiale&#8221;, in questo caso, mi sembra Mark Weber. De Gaulle, Churchill e Roosevelt, nelle loro memorie, non menzionarono mai in modo inequivocabile lo sterminio degli ebrei, e neppure le camere a gas. Secondo i revisionisti francesi, come Faurisson e Boisdefeu, questa omissione fu dovuta al fatto che i predetti statisti non credevano alla realtà dello sterminio. Vedi in proposito l&#8217;articolo da me pubblicato, nel 2018, di Jean-Marie Boisdefeu:<br />
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