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	Commenti a: Disponibili su internet i registri mortuari di Auschwitz	</title>
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	<description>Le ragioni del revisionismo</description>
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		<title>
		Di: Larvatus		</title>
		<link>https://www.andreacarancini.it/2019/04/disponibili-su-internet-i-registri-mortuari-di-auschwitz/#comment-20352</link>

		<dc:creator><![CDATA[Larvatus]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Apr 2019 21:42:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il revisionismo per me è una segreta ossessione. Ma devo restare anonimo per via del lavoro che faccio. Ad ogni modo, credo che il revisionismo non debba in nessun caso accompagnarsi al discorso d&#039;odio; che al veleno dell&#039;intolleranza sionista non si debba rispondere con uguale moneta, ma con un pacato argomentare. (Certo se fossi Palestinese o Libanese non sarei altrettanto placido). 
Il caso di Reynouard è comunque vergognoso. Mi domando come si possa accettare che alcune persone finiscano anni (anni) in carcere per aver scritto (in alcuni casi solo tradotto) libri. Surreale. Ciò non fa che confermare quanto il revisionismo spaventi. E quanto sia necessario.  
La questione di Oradour può essere risolta - credo - solo da un esperto di esplosivi. Si dovrebbe sottoporre la documentazione raccolta da Reynouard a un esperto siffatto senza dirgli, però, a quale evento essa si riferisce, in modo tale che egli non sia condizionato. L&#039;esperto potrebbe dire se la chiesa fu minata dall&#039;esterno o distrutta da un&#039;esplosione interna.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il revisionismo per me è una segreta ossessione. Ma devo restare anonimo per via del lavoro che faccio. Ad ogni modo, credo che il revisionismo non debba in nessun caso accompagnarsi al discorso d&#8217;odio; che al veleno dell&#8217;intolleranza sionista non si debba rispondere con uguale moneta, ma con un pacato argomentare. (Certo se fossi Palestinese o Libanese non sarei altrettanto placido).<br />
Il caso di Reynouard è comunque vergognoso. Mi domando come si possa accettare che alcune persone finiscano anni (anni) in carcere per aver scritto (in alcuni casi solo tradotto) libri. Surreale. Ciò non fa che confermare quanto il revisionismo spaventi. E quanto sia necessario.<br />
La questione di Oradour può essere risolta &#8211; credo &#8211; solo da un esperto di esplosivi. Si dovrebbe sottoporre la documentazione raccolta da Reynouard a un esperto siffatto senza dirgli, però, a quale evento essa si riferisce, in modo tale che egli non sia condizionato. L&#8217;esperto potrebbe dire se la chiesa fu minata dall&#8217;esterno o distrutta da un&#8217;esplosione interna.</p>
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		<title>
		Di: a.carancini		</title>
		<link>https://www.andreacarancini.it/2019/04/disponibili-su-internet-i-registri-mortuari-di-auschwitz/#comment-20349</link>

		<dc:creator><![CDATA[a.carancini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Apr 2019 16:52:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.andreacarancini.it/2019/04/disponibili-su-internet-i-registri-mortuari-di-auschwitz/#comment-20347&quot;&gt;Al81&lt;/a&gt;.

Gentile lettore,
a suo tempo non lessi il libro di Reynouard su Oradour ma ritengo inaccettabili le misure interdittive emesse a suo tempo dal governo francese contro quel libro. Da quello che mi ricordo le tesi di Reynouard vennero riprese da un lettore che volle rimanere anonimo ma che scrisse a sua volta una interessante pubblicazione sull&#039;argomento.
Ricordiamo che comunque il libro di Reynouard è disponibile qui:
http://aaargh.vho.org/fran/livres2/orad.pdf
cordiali saluti,
andrea carancini]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.andreacarancini.it/2019/04/disponibili-su-internet-i-registri-mortuari-di-auschwitz/#comment-20347">Al81</a>.</p>
<p>Gentile lettore,<br />
a suo tempo non lessi il libro di Reynouard su Oradour ma ritengo inaccettabili le misure interdittive emesse a suo tempo dal governo francese contro quel libro. Da quello che mi ricordo le tesi di Reynouard vennero riprese da un lettore che volle rimanere anonimo ma che scrisse a sua volta una interessante pubblicazione sull&#8217;argomento.<br />
Ricordiamo che comunque il libro di Reynouard è disponibile qui:<br />
<a href="http://aaargh.vho.org/fran/livres2/orad.pdf" rel="nofollow ugc">http://aaargh.vho.org/fran/livres2/orad.pdf</a><br />
cordiali saluti,<br />
andrea carancini</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Al81		</title>
		<link>https://www.andreacarancini.it/2019/04/disponibili-su-internet-i-registri-mortuari-di-auschwitz/#comment-20347</link>

		<dc:creator><![CDATA[Al81]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Apr 2019 15:42:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.andreacarancini.it/2019/04/disponibili-su-internet-i-registri-mortuari-di-auschwitz/#comment-20305&quot;&gt;Teufelsdroeck&lt;/a&gt;.

Complimenti, devi essere qualcosa in più di un semplice appassionato, a differenza di me che, purtroppo, ho una conoscenza aneddotica della questione. E, tuttavia, cerco almeno di averla una seppur minima conoscenza.
Mi permetto di domandarti se hai seguito anche la polemica di Vincent Reynouard sui fatti di Oradour del giugno &#039;44 e, in caso affermativo, se ritieni che possa avere ragione e si possa innescare un dibattito serio. Dibattito che forse c&#039;è anche stato,ma di cui ho trovato poca traccia e di cui non conosco i risultati ad oggi 2019.
Grato se mi vorrai rispondere.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.andreacarancini.it/2019/04/disponibili-su-internet-i-registri-mortuari-di-auschwitz/#comment-20305">Teufelsdroeck</a>.</p>
<p>Complimenti, devi essere qualcosa in più di un semplice appassionato, a differenza di me che, purtroppo, ho una conoscenza aneddotica della questione. E, tuttavia, cerco almeno di averla una seppur minima conoscenza.<br />
Mi permetto di domandarti se hai seguito anche la polemica di Vincent Reynouard sui fatti di Oradour del giugno &#8217;44 e, in caso affermativo, se ritieni che possa avere ragione e si possa innescare un dibattito serio. Dibattito che forse c&#8217;è anche stato,ma di cui ho trovato poca traccia e di cui non conosco i risultati ad oggi 2019.<br />
Grato se mi vorrai rispondere.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Teufelsdroeck		</title>
		<link>https://www.andreacarancini.it/2019/04/disponibili-su-internet-i-registri-mortuari-di-auschwitz/#comment-20305</link>

		<dc:creator><![CDATA[Teufelsdroeck]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Apr 2019 22:04:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A ciò si aggiunga che complessi calcoli statistici effettuati sui registri tramite strumenti informatici ( http://www.whatreallyhappened.info/decrypts/death_books_auschwitz.xlsx ) fanno risaltare un&#039;impennata dei decessi proprio fra la primavera e l&#039;estate del 1942, periodo di grandi epidemie di tifo (che, fra l&#039;altro, indussero ad ampliare i crematori). 
Ciò confermerebbe l&#039;attendibilità dei pur parziali e mutili Sterbebücher. E chiarisce anche il contesto in cui fu redatto il famigerato &quot;Diario di Kremer&quot;, solitamente addotto come prova delle gasazioni omicide, ma forse spiegabile (come notò il compianto Faurisson) proprio nel quadro di quella terribile emergenza sanitaria. Il Diario fu redatto ai primi di settembre del 1942; gli Sterbebücher registrano 6.181 morti nell&#039;agosto, 4.446 nel settembre, di quell&#039;anno: i picchi assoluti della mortalità del campo. Per questo il campo era &quot;anus mundi&quot;, &quot;campo dell&#039;annientamento&quot;. (Minuziosa l&#039;interpretazione, in una chiave che oggi si direbbe &quot;negazionista&quot;, che del Diario dava, quando il dibattito non era ancora stato silenziato da leggi liberticide, Jean-Gabriel Cohn-Bendit, controverso intellettuale ebreo e di sinistra: &quot;Mon analyse du &#039;Journal de Kremer&quot;&#039;, Saint-Nazaire 1985).  
C&#039;è però un dato più difficile da interpretare: la percentuale di morti ebrei, nel 1942, fu quasi doppia rispetto a quella dei cattolici; mentre nel 1941 quella dei secondi fu più di otto volte maggiore rispetto a quella dei primi, nel 1943 più che doppia. Per calcolare il tasso di mortalità fra gli uni e fra gli altri, si dovrebbe disporre di dati sulla composizione della popolazione del campo per le diverse categorie etnico-religiose. 
Si suole ipotizzare che la bassissima percentuale di morti ebrei registrati nel 1943 dipenda dal fatto che quasi tutti erano &quot;gasati all&#039;arrivo&quot; senza registrazione. Ma tale percentuale è bassissima anche per il 1941, si impenna nel 1942, torna bassa nel 1943, indipendentemente (pare) dalla frequenza delle gasazioni (iniziate, a quanto risulta, fra il luglio e il settembre del 1941, mentre le deportazioni sistematiche degli Ebrei cominciarono proprio nell&#039;ottobre dello stesso anno). 
Una possibile spiegazione potrebbe essere data dal fatto che, vista la politica di progressivo ricollocamento ad Est degli Ebrei ai fini della creazione di una vasta riserva ebraica (forse nella Rutenia Bianca), nel 1943 Auschwitz fungesse sempre più da campo di transito verso altre destinazioni. Aspetti, questi, su cui non c&#039;è molto da aggiungere alle imponenti ricerche di Mattogno e Graf (ma il quadro generale era già chiarissimo, nel corso degli eventi, ad un grande demografo, Eugene M. Kulischer, &quot;The Displacement of Population in Europe&quot;, Montreal 1943).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A ciò si aggiunga che complessi calcoli statistici effettuati sui registri tramite strumenti informatici ( <a href="http://www.whatreallyhappened.info/decrypts/death_books_auschwitz.xlsx" rel="nofollow ugc">http://www.whatreallyhappened.info/decrypts/death_books_auschwitz.xlsx</a> ) fanno risaltare un&#8217;impennata dei decessi proprio fra la primavera e l&#8217;estate del 1942, periodo di grandi epidemie di tifo (che, fra l&#8217;altro, indussero ad ampliare i crematori).<br />
Ciò confermerebbe l&#8217;attendibilità dei pur parziali e mutili Sterbebücher. E chiarisce anche il contesto in cui fu redatto il famigerato &#8220;Diario di Kremer&#8221;, solitamente addotto come prova delle gasazioni omicide, ma forse spiegabile (come notò il compianto Faurisson) proprio nel quadro di quella terribile emergenza sanitaria. Il Diario fu redatto ai primi di settembre del 1942; gli Sterbebücher registrano 6.181 morti nell&#8217;agosto, 4.446 nel settembre, di quell&#8217;anno: i picchi assoluti della mortalità del campo. Per questo il campo era &#8220;anus mundi&#8221;, &#8220;campo dell&#8217;annientamento&#8221;. (Minuziosa l&#8217;interpretazione, in una chiave che oggi si direbbe &#8220;negazionista&#8221;, che del Diario dava, quando il dibattito non era ancora stato silenziato da leggi liberticide, Jean-Gabriel Cohn-Bendit, controverso intellettuale ebreo e di sinistra: &#8220;Mon analyse du &#8216;Journal de Kremer&#8221;&#8216;, Saint-Nazaire 1985).<br />
C&#8217;è però un dato più difficile da interpretare: la percentuale di morti ebrei, nel 1942, fu quasi doppia rispetto a quella dei cattolici; mentre nel 1941 quella dei secondi fu più di otto volte maggiore rispetto a quella dei primi, nel 1943 più che doppia. Per calcolare il tasso di mortalità fra gli uni e fra gli altri, si dovrebbe disporre di dati sulla composizione della popolazione del campo per le diverse categorie etnico-religiose.<br />
Si suole ipotizzare che la bassissima percentuale di morti ebrei registrati nel 1943 dipenda dal fatto che quasi tutti erano &#8220;gasati all&#8217;arrivo&#8221; senza registrazione. Ma tale percentuale è bassissima anche per il 1941, si impenna nel 1942, torna bassa nel 1943, indipendentemente (pare) dalla frequenza delle gasazioni (iniziate, a quanto risulta, fra il luglio e il settembre del 1941, mentre le deportazioni sistematiche degli Ebrei cominciarono proprio nell&#8217;ottobre dello stesso anno).<br />
Una possibile spiegazione potrebbe essere data dal fatto che, vista la politica di progressivo ricollocamento ad Est degli Ebrei ai fini della creazione di una vasta riserva ebraica (forse nella Rutenia Bianca), nel 1943 Auschwitz fungesse sempre più da campo di transito verso altre destinazioni. Aspetti, questi, su cui non c&#8217;è molto da aggiungere alle imponenti ricerche di Mattogno e Graf (ma il quadro generale era già chiarissimo, nel corso degli eventi, ad un grande demografo, Eugene M. Kulischer, &#8220;The Displacement of Population in Europe&#8221;, Montreal 1943).</p>
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