<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	
	>
<channel>
	<title>
	Commenti a: Germar Rudolf: La persecuzione del Mahatma Gandhi	</title>
	<atom:link href="https://www.andreacarancini.it/2025/06/germar-rudolf-la-persecuzione-del-mahatma-gandhi/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.andreacarancini.it/2025/06/germar-rudolf-la-persecuzione-del-mahatma-gandhi/</link>
	<description>Le ragioni del revisionismo</description>
	<lastBuildDate>Thu, 12 Jun 2025 16:58:43 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.8.5</generator>
	<item>
		<title>
		Di: Claudio Antonelli		</title>
		<link>https://www.andreacarancini.it/2025/06/germar-rudolf-la-persecuzione-del-mahatma-gandhi/#comment-164866</link>

		<dc:creator><![CDATA[Claudio Antonelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Jun 2025 20:31:51 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.andreacarancini.it/?p=16566#comment-164866</guid>

					<description><![CDATA[Negazionisti e revisionisti
L&#039;etichetta di &quot;negazionista&quot; spesso fa di tutt&#039;erba un fascio. Supponiamo che  il cosiddetto &quot;negazionista&quot; abbia scritto una serie di saggi e libri, consacrando anni di ricerche, a sostegno del  suo punto di vista dubbioso o critico su una certa versione ufficiale della Shoah. Secondo voi, costui non meriterebbe di essere contestato e confutato con argomenti precisi da studiosi &quot;seri&quot; sui punti  fatti da lui valere, invece di essere condannato a priori  come &quot;negazionista&quot;?  Altrimenti si pone d&#039;autorità in uno steccato sacro invalicabile tutto ciò che riguarda questa tremenda pagina di storia, impedendo nei fatti ogni ricerca storica non ortodossa in relazione all&#039;Olocausto. In altre parole si fa di una pagina di storia un &quot;dogma&quot;. Non dimentichiamoci che Pertini e tantissimi altri in Italia da perfetti &quot;negazionisti&quot; esaltarono Stalin. E contro di loro non vi fu nessun processo. Anzi tantissimi, anche dopo le denunce di Krusciov continuarono a negare, a giustificare e persino a esaltare i massacri di Stalin.
Occorrerebbe tenere nettamente distinte le due categorie: i negazionisti e i revisionisti. Accusare di &quot;negazionismo&quot; chiunque dimostri spirito critico nei confronti di certe verità storiche assurte a dogma religioso vorrebbe dire ritornare al fanatismo religioso di un passato morto e sepolto. O anche, piu&#039; vicino a noi, vorrebbe dire tornare alle verità di Stato degli esecrati totalitarismi dalle  cui catene l&#039;Europa si è liberata, da non molto.
Sergio Romano: &quot; In uno Stato libero nessuna autorità politica ha titolo per definire la realtà storica e per restringere la libertà dello storico sotto la minaccia di sanzioni penali.&quot;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Negazionisti e revisionisti<br />
L&#8217;etichetta di &#8220;negazionista&#8221; spesso fa di tutt&#8217;erba un fascio. Supponiamo che  il cosiddetto &#8220;negazionista&#8221; abbia scritto una serie di saggi e libri, consacrando anni di ricerche, a sostegno del  suo punto di vista dubbioso o critico su una certa versione ufficiale della Shoah. Secondo voi, costui non meriterebbe di essere contestato e confutato con argomenti precisi da studiosi &#8220;seri&#8221; sui punti  fatti da lui valere, invece di essere condannato a priori  come &#8220;negazionista&#8221;?  Altrimenti si pone d&#8217;autorità in uno steccato sacro invalicabile tutto ciò che riguarda questa tremenda pagina di storia, impedendo nei fatti ogni ricerca storica non ortodossa in relazione all&#8217;Olocausto. In altre parole si fa di una pagina di storia un &#8220;dogma&#8221;. Non dimentichiamoci che Pertini e tantissimi altri in Italia da perfetti &#8220;negazionisti&#8221; esaltarono Stalin. E contro di loro non vi fu nessun processo. Anzi tantissimi, anche dopo le denunce di Krusciov continuarono a negare, a giustificare e persino a esaltare i massacri di Stalin.<br />
Occorrerebbe tenere nettamente distinte le due categorie: i negazionisti e i revisionisti. Accusare di &#8220;negazionismo&#8221; chiunque dimostri spirito critico nei confronti di certe verità storiche assurte a dogma religioso vorrebbe dire ritornare al fanatismo religioso di un passato morto e sepolto. O anche, piu&#8217; vicino a noi, vorrebbe dire tornare alle verità di Stato degli esecrati totalitarismi dalle  cui catene l&#8217;Europa si è liberata, da non molto.<br />
Sergio Romano: &#8221; In uno Stato libero nessuna autorità politica ha titolo per definire la realtà storica e per restringere la libertà dello storico sotto la minaccia di sanzioni penali.&#8221;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Giusto Bresciani		</title>
		<link>https://www.andreacarancini.it/2025/06/germar-rudolf-la-persecuzione-del-mahatma-gandhi/#comment-164865</link>

		<dc:creator><![CDATA[Giusto Bresciani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Jun 2025 20:24:19 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.andreacarancini.it/?p=16566#comment-164865</guid>

					<description><![CDATA[Chi dice no alla Storia di Stato e ai pericoli che comporta il sacralizzare, ricorrendo al codice penale, la versione unica di certe tragedie storiche, rischia di subire un pericoloso processo alle proprie intenzioni da parte dei custodi delle &quot;verità ufficiali&quot; contrari a ogni &quot;revisionismo&quot;. “Io sono uno storico revisionista” ha proclamato invece arditamente il politologo Sergio Romano, cosciente d’infrangere un tabu’ : il revisionismo è un termine fortemente ipotecato a senso unico. Ma lo storico, si è difeso Romano, deve essere disposto a non accettare ad occhi chiusi le verità rivelate, imposte da una sorta di dogmatismo storico-religioso che impedisce il normale lavoro di uno storico che è di voler accertare la verità, sulla base di nuove ricerche, accertamenti, approfondimenti. Dopo tutto i libri di storia, aggiungo io, non sono testi sacri religiosi. Eppure il contrario si verifica : un libro religioso – la Bibbia – è considerato un libro di storia dai fedeli di certe religioni. Da qui un fenomeno speculare o di reciprocità : certe pagine di storia, interpretate e diffuse dalle autorità religiose, assurgono per volere di queste autorità a testo sacro, senza possibilità di esegesi che non sia quella ufficiale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Chi dice no alla Storia di Stato e ai pericoli che comporta il sacralizzare, ricorrendo al codice penale, la versione unica di certe tragedie storiche, rischia di subire un pericoloso processo alle proprie intenzioni da parte dei custodi delle &#8220;verità ufficiali&#8221; contrari a ogni &#8220;revisionismo&#8221;. “Io sono uno storico revisionista” ha proclamato invece arditamente il politologo Sergio Romano, cosciente d’infrangere un tabu’ : il revisionismo è un termine fortemente ipotecato a senso unico. Ma lo storico, si è difeso Romano, deve essere disposto a non accettare ad occhi chiusi le verità rivelate, imposte da una sorta di dogmatismo storico-religioso che impedisce il normale lavoro di uno storico che è di voler accertare la verità, sulla base di nuove ricerche, accertamenti, approfondimenti. Dopo tutto i libri di storia, aggiungo io, non sono testi sacri religiosi. Eppure il contrario si verifica : un libro religioso – la Bibbia – è considerato un libro di storia dai fedeli di certe religioni. Da qui un fenomeno speculare o di reciprocità : certe pagine di storia, interpretate e diffuse dalle autorità religiose, assurgono per volere di queste autorità a testo sacro, senza possibilità di esegesi che non sia quella ufficiale.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
	</channel>
</rss>
