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	Commenti a: Ebrei e non-ebrei nel giudizio del padre Joseph Bonsirven S.J.	</title>
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	<description>Le ragioni del revisionismo</description>
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		Di: Giusto Bresciani		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giusto Bresciani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 May 2025 17:00:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Al giornalista Massimo Fini, di madre ebrea, non è mai mancato il coraggio di esprimere le proprie idee, quasi sempre controcorrente: vedi la sua difesa del diritto degli Afghani a vivere secondo le proprie tradizioni. E con molto piu’ coraggio ha espresso un  giudizio anticonformistico sulla fiaba degli Ebrei, eternamente innocenti ed eterno bersaglio della ferocia altrui. Ha scritto infatti nel suo blog (https://www.massimofini.it)
 sotto il titolo “L’evangelizzazione come totalitarismo”, tra l’altro queste righe interessanti:
“Gli ebrei, bisogna dirlo, non hanno questo vizio [l’evangelizzazione], la generosità è loro estranea. Non fanno proseliti e gli altri vadano pure a scopare il mare. (…) Nel loro Dna c’è la vendetta e non certo il misericordioso “porgi l’altra guancia” del Cristo, questo affascinante borderline che, con magie da “illusionista”, alla Iniesta, moltiplicava i pani e i pesci, camminava sulle acque, risuscitava i morti, ridava la vista ai ciechi (anche se in questo caso l’operazione gli fu più difficile). Del resto sono o non sono il “popolo eletto”, il prediletto da Dio quello nato sul territorio sacro della Palestina mentre altri pur originari di quei luoghi, i palestinesi appunto, devono essere cancellati dalla faccia della Terra con i metodi più brutali come stiamo vedendo in questi giorni e in verità dal 1948? Peraltro con questa concezione del “popolo eletto” gli ebrei hanno declassato tutte le altre genti a popoli di serie B, ponendo le basi di quel razzismo antropologico di cui poi saranno tragicamente vittime.”]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Al giornalista Massimo Fini, di madre ebrea, non è mai mancato il coraggio di esprimere le proprie idee, quasi sempre controcorrente: vedi la sua difesa del diritto degli Afghani a vivere secondo le proprie tradizioni. E con molto piu’ coraggio ha espresso un  giudizio anticonformistico sulla fiaba degli Ebrei, eternamente innocenti ed eterno bersaglio della ferocia altrui. Ha scritto infatti nel suo blog (<a href="https://www.massimofini.it" rel="nofollow ugc">https://www.massimofini.it</a>)<br />
 sotto il titolo “L’evangelizzazione come totalitarismo”, tra l’altro queste righe interessanti:<br />
“Gli ebrei, bisogna dirlo, non hanno questo vizio [l’evangelizzazione], la generosità è loro estranea. Non fanno proseliti e gli altri vadano pure a scopare il mare. (…) Nel loro Dna c’è la vendetta e non certo il misericordioso “porgi l’altra guancia” del Cristo, questo affascinante borderline che, con magie da “illusionista”, alla Iniesta, moltiplicava i pani e i pesci, camminava sulle acque, risuscitava i morti, ridava la vista ai ciechi (anche se in questo caso l’operazione gli fu più difficile). Del resto sono o non sono il “popolo eletto”, il prediletto da Dio quello nato sul territorio sacro della Palestina mentre altri pur originari di quei luoghi, i palestinesi appunto, devono essere cancellati dalla faccia della Terra con i metodi più brutali come stiamo vedendo in questi giorni e in verità dal 1948? Peraltro con questa concezione del “popolo eletto” gli ebrei hanno declassato tutte le altre genti a popoli di serie B, ponendo le basi di quel razzismo antropologico di cui poi saranno tragicamente vittime.”</p>
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