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	Commenti a: Parere sulla relazione di perizia medico-legale collegiale sulle cause e circostanze della morte di Pinelli Giuseppe	</title>
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	<description>Le ragioni del revisionismo</description>
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		Di: Gengè		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gengè]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jan 2020 17:20:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Nel precedente articolo mi suonava tenera la tesi che i periti della procura avevano, in un certo senso, le mani legate dai quesiti posti dalla Procura medesima.
Vero che è detto che il medico, come il perito, ha una deontologia che avrebbe dovuto farli andare oltre i quesiti… e vero anche che pure lì sta scritto che tali periti si sono contorti per far la quadratura del cerchio delle tesi precostituite. Ma, anche per non essere entrati nell’analisi della perizia, non è uscita una condanna di tali periti.
Bene hai fatto a presentare quest’ulteriore parere che dice senza mezzi termini che la perizia ha omesso ai normali riscontri (che nel precedente articolo erano dati come ipotesi deontologiche da seguire). E ne consegue, almeno per me, la condanna di tali periti. 
Se si tiene conto dell’alta esposizione mediatica del caso collegato alle bombe è facile che siano stati scelti periti con un buon curriculum, periti che prima abbiano fatto il proprio mestiere, e si può immaginare che non possano essere in pochi quelli che ne hanno elogiato i meriti. 
Da ciò esce più rafforzato che di proposito non hanno usato la normale deontologia per Pinelli.
È, poi, la loro “scienza medica” che ha, di fatto, legittimato i “suggerimenti/quesiti” e tutto è diventato verità processuale, verità che se n’è fatto un baffo dell’esame critico e di questo parere, entrambi autorevoli per la caratura degli estensori.
Al titolo I Costituzione c’è l’art. 28 «I funzionari e i dipendenti dello Stato e degli enti pubblici sono direttamente, responsabili, secondo le leggi penali, civili e amministrative, degli &lt;b&gt;atti compiuti in violazione di diritti &lt;/b&gt;. In tali casi la responsabilità civile si estende allo Stato e agli enti pubblici». Tale articolo, NB della Costituzione, è sconosciuto ai più ma non a che ne porta responsabilità.
&lt;b&gt;Non sembra&lt;/b&gt; che quanto fatto cinquant’anni fa siano atti compiuti in violazione di diritti, diritti che sono tutti quelli elencati nei principi fondamentali e che in quegli anni venivano rivendicati da una intera società (meno l’apparato democristiano fascista)?
Con tali atti compiuti in violazione di diritti (con Brescia e infine di Bologna) hanno incanalato, con altri fatti a corollario, il destino “psicologico” dell’Italia… e il presente senza memoria (se non quella delle “passerelle”).
Insistere, insistere e insistere…  sperando che quest&#039;anno sia migliore del passato. 
Un saluto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel precedente articolo mi suonava tenera la tesi che i periti della procura avevano, in un certo senso, le mani legate dai quesiti posti dalla Procura medesima.<br />
Vero che è detto che il medico, come il perito, ha una deontologia che avrebbe dovuto farli andare oltre i quesiti… e vero anche che pure lì sta scritto che tali periti si sono contorti per far la quadratura del cerchio delle tesi precostituite. Ma, anche per non essere entrati nell’analisi della perizia, non è uscita una condanna di tali periti.<br />
Bene hai fatto a presentare quest’ulteriore parere che dice senza mezzi termini che la perizia ha omesso ai normali riscontri (che nel precedente articolo erano dati come ipotesi deontologiche da seguire). E ne consegue, almeno per me, la condanna di tali periti.<br />
Se si tiene conto dell’alta esposizione mediatica del caso collegato alle bombe è facile che siano stati scelti periti con un buon curriculum, periti che prima abbiano fatto il proprio mestiere, e si può immaginare che non possano essere in pochi quelli che ne hanno elogiato i meriti.<br />
Da ciò esce più rafforzato che di proposito non hanno usato la normale deontologia per Pinelli.<br />
È, poi, la loro “scienza medica” che ha, di fatto, legittimato i “suggerimenti/quesiti” e tutto è diventato verità processuale, verità che se n’è fatto un baffo dell’esame critico e di questo parere, entrambi autorevoli per la caratura degli estensori.<br />
Al titolo I Costituzione c’è l’art. 28 «I funzionari e i dipendenti dello Stato e degli enti pubblici sono direttamente, responsabili, secondo le leggi penali, civili e amministrative, degli <b>atti compiuti in violazione di diritti </b>. In tali casi la responsabilità civile si estende allo Stato e agli enti pubblici». Tale articolo, NB della Costituzione, è sconosciuto ai più ma non a che ne porta responsabilità.<br />
<b>Non sembra</b> che quanto fatto cinquant’anni fa siano atti compiuti in violazione di diritti, diritti che sono tutti quelli elencati nei principi fondamentali e che in quegli anni venivano rivendicati da una intera società (meno l’apparato democristiano fascista)?<br />
Con tali atti compiuti in violazione di diritti (con Brescia e infine di Bologna) hanno incanalato, con altri fatti a corollario, il destino “psicologico” dell’Italia… e il presente senza memoria (se non quella delle “passerelle”).<br />
Insistere, insistere e insistere…  sperando che quest&#8217;anno sia migliore del passato.<br />
Un saluto.</p>
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