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	Commenti a: Esame critico del procedimento di archiviazione. Pinelli: una morte inaccettabile	</title>
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	<description>Le ragioni del revisionismo</description>
	<lastBuildDate>Sun, 05 Jan 2020 14:46:39 +0000</lastBuildDate>
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		Di: Gengè		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gengè]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Jan 2020 14:46:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[«Ma queste non sono le conclusioni e ipotesi che il dottor Amati vaglia nel suo giudizio, e il suo è, appunto, un decreto di archiviazione».
Caro Andrea, ogni ragionamento porta, a mio avviso, allo stesso principio: il “Killer Seriale”. 
Ovvero fatto il primo gli altri sono seriali, ovvero ritualmente ripetitivi.
Le analisi in questo “esame critico” non si discostano da tale principio.
Per meglio spiegare (e al netto di errori, sottovalutazioni e omissioni): le bombe erano due, ma ne rimane una; le borse altamente coinvolte nella “simpatia” esplosiva erano due (una marrone di vera pelle), ma ne rimane una; i Valpreda erano due (di cui uno sosia) ma ne rimane uno; di rimando i taxi che accompagnarono gli attentatori erano due ma ne rimane uno;… e se si continua si vedrà confermato tale principio.
Quello a cui mirava il principio è una verità “precostituita”,&lt;b&gt; anche contro ogni ragionevole evidenza&lt;/b&gt; (contro cui il cit. principio). 
L’esame critico che non è «…una controperizia, basata, come di solito succede, sulla ricerca di difetti e imperfezioni della perizia precedente…» proprio questo mette in luce…
“A parità di fattori la spiegazione più semplice è da preferire” è un principio metodologico risalente al 1300 ed è il Rasoio di Occam (https://it.wikipedia.org/wiki/Rasoio_di_Occam#Descrizione).
Quello che dice l’esame critico è che tale “parità di fattori” (per la scienza medica da loro citata etc.) non c’è stata e se non c’è stata è per il “principio” a monte di tutta la vicenda… per una “verità precostituita” che contro ogni evidenza segnasse, con queste morti - anche quella di Pinelli («innegabile commozione» (Amati)… «al centro di vibrate polemiche…») e quelle cadenzate di Brescia e infine di Bologna - il destino “psicologico” dell’Italia. 
Di questa “verità precostitutita” molti sono i genitori ma non si può ignorare che &lt;b&gt; «L’inchiesta sui golpe (Tamburino, Vitalone…), l’inchiesta sulla morte di Pinelli, il processo Valpreda, il processo Freda e Ventura, i vari processi contro i delitti neofascisti… Perché non va avanti niente? Perché tutto è immobile come in un cimitero? È spaventosamente chiaro. Perché tutte queste inchieste e questi processi, una volta condotti a termine, ad altro non porterebbero che al Processo di cui parlo io. Dunque, al centro e al fondo di tutto, c’é il problema della Magistratura e delle sue scelte politiche…» &lt;/b&gt;. Chi lo ha scritto ha pagato con la vita e sarà pacifico a tutti che la Magistratura non è un monolite. 
A chi viaggia in direzione ostinata e contraria (e vale per “negazionismo” e altro) la paura non deve ridurre al «civicamente e seriamente zitti»… Insistere, insistere e insistere.
Un saluto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>«Ma queste non sono le conclusioni e ipotesi che il dottor Amati vaglia nel suo giudizio, e il suo è, appunto, un decreto di archiviazione».<br />
Caro Andrea, ogni ragionamento porta, a mio avviso, allo stesso principio: il “Killer Seriale”.<br />
Ovvero fatto il primo gli altri sono seriali, ovvero ritualmente ripetitivi.<br />
Le analisi in questo “esame critico” non si discostano da tale principio.<br />
Per meglio spiegare (e al netto di errori, sottovalutazioni e omissioni): le bombe erano due, ma ne rimane una; le borse altamente coinvolte nella “simpatia” esplosiva erano due (una marrone di vera pelle), ma ne rimane una; i Valpreda erano due (di cui uno sosia) ma ne rimane uno; di rimando i taxi che accompagnarono gli attentatori erano due ma ne rimane uno;… e se si continua si vedrà confermato tale principio.<br />
Quello a cui mirava il principio è una verità “precostituita”,<b> anche contro ogni ragionevole evidenza</b> (contro cui il cit. principio).<br />
L’esame critico che non è «…una controperizia, basata, come di solito succede, sulla ricerca di difetti e imperfezioni della perizia precedente…» proprio questo mette in luce…<br />
“A parità di fattori la spiegazione più semplice è da preferire” è un principio metodologico risalente al 1300 ed è il Rasoio di Occam (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Rasoio_di_Occam#Descrizione" rel="nofollow ugc">https://it.wikipedia.org/wiki/Rasoio_di_Occam#Descrizione</a>).<br />
Quello che dice l’esame critico è che tale “parità di fattori” (per la scienza medica da loro citata etc.) non c’è stata e se non c’è stata è per il “principio” a monte di tutta la vicenda… per una “verità precostituita” che contro ogni evidenza segnasse, con queste morti &#8211; anche quella di Pinelli («innegabile commozione» (Amati)… «al centro di vibrate polemiche…») e quelle cadenzate di Brescia e infine di Bologna &#8211; il destino “psicologico” dell’Italia.<br />
Di questa “verità precostitutita” molti sono i genitori ma non si può ignorare che <b> «L’inchiesta sui golpe (Tamburino, Vitalone…), l’inchiesta sulla morte di Pinelli, il processo Valpreda, il processo Freda e Ventura, i vari processi contro i delitti neofascisti… Perché non va avanti niente? Perché tutto è immobile come in un cimitero? È spaventosamente chiaro. Perché tutte queste inchieste e questi processi, una volta condotti a termine, ad altro non porterebbero che al Processo di cui parlo io. Dunque, al centro e al fondo di tutto, c’é il problema della Magistratura e delle sue scelte politiche…» </b>. Chi lo ha scritto ha pagato con la vita e sarà pacifico a tutti che la Magistratura non è un monolite.<br />
A chi viaggia in direzione ostinata e contraria (e vale per “negazionismo” e altro) la paura non deve ridurre al «civicamente e seriamente zitti»… Insistere, insistere e insistere.<br />
Un saluto.</p>
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