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	Commenti a: Davvero Roger Garaudy fu uno degli artefici del genocidio cambogiano? La calunnia del &#8220;Fatto Quotidiano&#8221;	</title>
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	<description>Le ragioni del revisionismo</description>
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		Di: a.carancini		</title>
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		<pubDate>Mon, 12 May 2014 05:36:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A proposito di Luigi Pruneti, ecco le note biografiche tratte dal suo sito:&lt;br /&gt;http://www.luigipruneti.it/1/note_biografiche_285198.html]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A proposito di Luigi Pruneti, ecco le note biografiche tratte dal suo sito:<br /><a href="http://www.luigipruneti.it/1/note_biografiche_285198.html" rel="nofollow ugc">http://www.luigipruneti.it/1/note_biografiche_285198.html</a></p>
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		Di: a.carancini		</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Mar 2014 09:21:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&#034;...Schroeder, poi, a volte fa delledomande che Sherlock Holmes non farebbe, perché la risposta è evidente: chiede se ero in Camb-ogia, ma la risposta è scontata, perché se non c’ero non si vede perché i dirigenti cambogiani diallora dovrebbero rispondere di sì, e se c’ero è la stessa cosa, non rivelerebbero un segreto per nonpassare per spioni. Schroeder fa la stessa cosa con i servizi segreti e ottiene le stesse risposte evi-denti&#034;.&lt;br /&gt;http://www.scribd.com/doc/212572735/L-avvocato-del-diavolo-e-dell-indipendenza]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&quot;&#8230;Schroeder, poi, a volte fa delledomande che Sherlock Holmes non farebbe, perché la risposta è evidente: chiede se ero in Camb-ogia, ma la risposta è scontata, perché se non c’ero non si vede perché i dirigenti cambogiani diallora dovrebbero rispondere di sì, e se c’ero è la stessa cosa, non rivelerebbero un segreto per nonpassare per spioni. Schroeder fa la stessa cosa con i servizi segreti e ottiene le stesse risposte evi-denti&quot;.<br /><a href="http://www.scribd.com/doc/212572735/L-avvocato-del-diavolo-e-dell-indipendenza" rel="nofollow ugc">http://www.scribd.com/doc/212572735/L-avvocato-del-diavolo-e-dell-indipendenza</a></p>
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		Di: a.carancini		</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Mar 2014 07:31:31 +0000</pubDate>
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		Di: a.carancini		</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Mar 2014 07:30:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&#034;All’avvocatura, Vergès c’è arrivato per caso. All’inizio, dopo aver combattuto per tre anni fra i volontari di un generale condannato a morte, Charles de Gaulle, ed essere passato indenne attraverso la guerra di liberazione, s’era messo a studiare lingue orientali. Militante studentesco, s’era iscritto al Pcf. L’incontro con la giustizia avviene a trent’anni. “Mi affidarono la difesa d’ufficio di un teppistello e scoprii che avrei potuto ritrovarmi al suo posto”. La vocazione è nata. La guerra d’Algeria farà il resto. Quando gli avvocati del Fln vengono arrestati, Vergès si precipita ad Algeri a offrire i suoi servizi a Zohra Drif, l’eroina del commando di donne di cui fa parte anche Djamila. E’ lì che nasce “il processo di rottura” che lo renderà famoso e che consiste nel ribaltare la logica del dibattimento, mettendo i giudici sul banco degli imputati, mobilitando l’opinione per trasformare il tribunale in una tribuna&#034;. &lt;br /&gt;http://www.ilfoglio.it/soloqui/19441]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&quot;All’avvocatura, Vergès c’è arrivato per caso. All’inizio, dopo aver combattuto per tre anni fra i volontari di un generale condannato a morte, Charles de Gaulle, ed essere passato indenne attraverso la guerra di liberazione, s’era messo a studiare lingue orientali. Militante studentesco, s’era iscritto al Pcf. L’incontro con la giustizia avviene a trent’anni. “Mi affidarono la difesa d’ufficio di un teppistello e scoprii che avrei potuto ritrovarmi al suo posto”. La vocazione è nata. La guerra d’Algeria farà il resto. Quando gli avvocati del Fln vengono arrestati, Vergès si precipita ad Algeri a offrire i suoi servizi a Zohra Drif, l’eroina del commando di donne di cui fa parte anche Djamila. E’ lì che nasce “il processo di rottura” che lo renderà famoso e che consiste nel ribaltare la logica del dibattimento, mettendo i giudici sul banco degli imputati, mobilitando l’opinione per trasformare il tribunale in una tribuna&quot;. <br /><a href="http://www.ilfoglio.it/soloqui/19441" rel="nofollow ugc">http://www.ilfoglio.it/soloqui/19441</a></p>
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