Un revisionista ebreo ad Auschwitz

Un revisionista ebreo ad Auschwitz

LA VISITA DI UN REVISIONISTA EBREO AD AUSCHWITZ[1]

Di David Cole (1992)

Presentata all’undicesimo Convegno Revisionista dell’Institute for Historical Review, Ottobre 1992

Quando ho deciso, lo scorso Settembre, di prendermi una ben meritata vacanza, ho pensato: quale migliore destinazione dell’Europa?! Dopo tutto, come revisionista, ho sempre pensato che fosse mio dovere quello di vedere di persona i campi di concentramento. Anche se la mia ragazza aveva detto che le sarebbe piaciuto di andare in Europa a visitare Euro-Disney, il nuovo parco a tema Disneyland, in Francia. Così ho pensato per un po’ dove andare: Auschwitz o Euro-Disney? E mentre mi guardavo intorno, e vedevo lo stato deprimente del mondo e di questo paese – il malessere e la depressione politica e sociale – ho capito che se mi fossi preso una vacanza, sarei voluto andare in un luogo il più possibile lontano dalla realtà: in una terra di fantasticherie e di mirabili racconti fatati. Così, naturalmente, ho scelto Auschwitz.

Adesso che ho esaminato il campo principale di Auschwitz, Auschwitz-Birkenau, Majdanek, Mauthausen e Dachau, mi sento molto più sicuro nella mia posizione di revisionista secondo cui non vi sono prove convincenti che gli ebrei, o chiunque altro, siano stati sterminati dai nazisti dentro camere a gas, in questi campi. In realtà, le rovine che ho ispezionato nei siti in questione sembrano, da molti punti di vista, contraddire direttamente queste dicerie.

Sono ritornato negli Stati Uniti con più di 25 ore di filmati dei campi. A Majdanek ho scoperto delle manomissioni negli edifici mostrati come camere a gas. Queste prove sono state scoperte quando la mia attraente operatrice ha rotto una serratura ed è entrata in una stanza che non è aperta ai turisti. Lì siamo riusciti a vedere diversi elementi nel loro stato originale, in particolare le porte, che vennero costruite per essere chiuse sia dall’esterno che dall’interno.

Il momento culminante della visita, però, è stata la mia intervista con il dr. Franciszek Piper, Direttore del Museo di Stato di Auschwitz. Egli ha lavorato lì per più di 26 anni. Sul nastro, egli ammette che la cosiddetta camera a gas del Crematorio I, che viene mostrata a mezzo milione di visitatori all’anno come un’autentica camera a gas omicida, è in realtà una ricostruzione – una ricostruzione che comprende persino i fori ritagliati nel soffitto. Piper ammette anche che i muri sono stati abbattuti e le attrezzature del bagno rimosse. Ha proseguito raccontandoci che anche le rovine della “casetta bianca”, presunto sito delle prime gasazioni pionieristiche di Birkenau, sono delle ricostruzioni. Questa per me non era una gran novità. Anche un esame rapido delle rovine della “casetta bianca” mostra che i mattoni non sono collegati in alcun modo ma sono messi semplicemente uno sull’altro come gli edifici costruiti dai bambini.

Piper non ha problemi con il Rapporto Leuchter. Mi ha detto di essere d’accordo con le scoperte di Leuchter riguardanti le tracce di ferrocianuro ferrico sui muri dei Crematori I, II e III. E allora qual è la sua spiegazione per questa mancanza di tracce nelle presunte camere a gas omicide quando, al contrario, vi sono tracce significative [di ferrocianuro ferrico] nelle camere a gas non omicide di spidocchiamento? Egli mi ha detto che la quantità di cianuro di idrogeno (dallo Zyklon) presuntamente utilizzato dai tedeschi per uccidere le persone – a differenza della quantità necessaria per uccidere i pidocchi nelle camere di spidocchiamento – non era sufficiente a lasciare delle macchie blu (di ferrocianuro ferrico), o delle tracce significative.

Ma questo argomento ha dei problemi. Da un lato, le presunte camere a gas omicide di Majdanek (che in realtà erano camere di spidocchiamento non omicide) hanno molte macchie blu. Così, secondo la “logica olocaustica” di Piper, gasare le persone ad Auschwitz non lasciava macchie blu, ma gasare le persone a Majdanek le lasciava. Parliamo di un Regno Incantato! Mentre parlavamo, mi aspettavo un po’ di vedere il naso di Piper crescere come quello di Pinocchio!

L’importanza delle rivelazioni di Piper è ovvia. L’onere della prova è ora passato decisamente nel campo degli sterminazionisti. Ad esempio, l’ammissione di Piper che i quattro fori sul soffitto del Crematorio I sono stati realizzati dopo la guerra rende ridicola l’affermazione dei turisti di Auschwitz, ripetuta tanto spesso, che “Ora ho visto le camere a gas con i miei occhi”. Ora che queste affermazioni così reiterate non sono più valide, sono in grado gli sterminazionisti di produrre una qualsiasi prova – una fotografia, un documento, una planimetria o un ordine – che mostri che la presunta camera a gas che stava lì venne mai utilizzata per uccidere le persone, come è stato ritenuto finora? Molto probabilmente no, ma qual è la novità? Non ci è mai stato chiesto di accettare la storia dell’Olocausto se non per fede e, per quanto mi riguarda, questo non è abbastanza.

Sulla questione dell’Olocausto – e forse unicamente per questa questione – ci viene detto: “Chiudete i libri, non c’è bisogno di saperne di più, niente più discussioni, niente più domande. Non solo le domande non saranno tollerate, ma chiunque osi porre tali domande verrà calunniato e attaccato con cattiveria”.

Ora, da persona che ritiene che imparare ogni giorno qualcosa di nuovo faccia parte dell’essere umano, rispondo: “Come osate dirmi che non c’è più niente da imparare?” La classe dirigente che tiene in vita la storia dell’Olocausto ammette che non c’è una prova diretta delle gasazioni omicide. Nessun ordine, nessun documento, nessun’immagine, solo “testimonianze oculari”.

E che dire di queste testimonianze oculari? La lobby dell’Olocausto insiste che questa è una prova covincente. Ma che genere di prova è questa? In certi paesi europei, una persona che nega le camere a gas può essere imprigionata, multata, o attaccata fisicamente. Può perdere il suo lavoro, la sua presenza nella comunità, forse persino la vita. Qualcosa di simile è accaduto in Canada. Negli Stati Uniti, si può essere attaccati e calunniati. E se qualcuno dice di basarsi sulla propria diretta esperienza – in altre parole per aver collaborato a gestire i campi durante gli anni di guerra – allora può facilmente ritrovarsi deportato in Israele o nell’Europa orientale – dove può essere condannato a morte – o almeno privato della cittadinanza americano e di un giusto processo.

In altre parole, sentiamo solo dei testimoni oculari di parte, perché i testimoni dell’altra parte sono stati ridotti al silenzio con le maniere forti. Questa è coercizione governativa della peggiore specie, e su scala mondiale. Un certo genere di testimone viene incoraggiato, all’altro viene intimato che le sue parole potranno portare alla deportazione, all’imprigionamento, alla perdita dei mezzi di sussistenza, della proprietà e persino della vita. Una grande vittoria per la lobby dell’Olocausto: la partita è stata truccata!

Lasciate che la gente parli! Se non vi fosse nessun altro, faccio questa richiesta almeno per me. Voglio sapere quello che accadde durante la seconda guerra mondiale, ma come posso fare se a quelli che potrebbero avere una conoscenza di prima mano viene detto: “Parlate solo secondo la linea ufficiale, altrimenti ne patirete le conseguenze”? Io ribadisco il mio diritto umano a sapere.

Vi sono quelli che dicono: “Okay, forse l’Olocausto è un po’ esagerato, ma vogliamo davvero destabilizzare la società parlando di tutto ciò, incoraggiando eventualmente l’odio contro gli ebrei?”. Questo solleva un’importante questione filosofica: credete che il genere umano sia così intrinsecamente crudele e stupido da dover mentire alle persone per fare in modo che si comportino bene? Se è così, allora le menzogne che racconterete loro sono solo una piccola benda per coprire un male molto più grande: la mancanza di fiducia nella capacità del genere umano di affrontare la verità. E se voi davvero credete che le persone non possano affrontare la verità, ma hanno invece bisogno di un “Grande Fratello” che la affronti per loro, allora la democrazia è sicuramente la cosa più pericolosa della terra.

Naturalmente, capisco che le persone possano essere crudeli o stupide, ma credo anche nella capacità umana di apprendere, e di crescere grazie a ogni nuovo frammento di conoscenza. Piuttosto che censurare le informazioni che percepiamo soggettivamente come “pericolose”, dobbiamo insegnare ai nostri figli a pensare criticamente, ad avere una mente aperta, e a cercare la verità, piuttosto di aggrapparsi a falsità emotivamente attraenti.

E questo è tutto quello che possiamo fare: insegnare ai nostri figli e sperare per il meglio, rendendoci conto che le persone non possono essere programmate come robot. Ottant’anni di fallimento del comunismo avrebbero dovuto insegnarcelo. Utilizzare la forza dello stato per costringere le persone a essere quello che lo stato definisce come “bene” crea un mondo molto più malvagio di quello che si vorrebbe impedire. Vorrei vivere piuttosto in un mondo dove le persone fossero libere di essere crudeli e stupide, che in un mondo in cui la “bontà” viene forzata armi in pugno.

Tenete presente anche che la verità, la verità obbiettiva, non ha bisogno di minacce e di intimidazioni per prevalere. Noi revisionisti dell’Olocausto siamo spesso associati a quelli che dicono che la terra è piatta. Ma la verità è l’esatto contrario: sono gli altri che agiscono come una Santa Inquisizione, istituzionalizzando un punto di vista e punendo gli eretici. Ricordate: abbiamo accettato che la terra è rotonda solo dopo che il dibattito è stato permesso. E da allora, i sostenitori della sua rotondità non hanno avuto bisogno di leggi repressive, come le leggi contro la diffusione di presunte “false notizie” e le leggi contro l”istigazione all’odio”, o di leggi contro la diffamazione o contro la calunnia, per proteggere la veridicità delle loro opinioni. Allo stesso modo, tutto quello che chiediamo è che la storia dell’Olocausto resti in piedi o crolli a seconda delle prove – o della loro assenza.

Mentre noi revisionisti dell’Olocausto ci basiamo sulla ricchezza di informazioni meravigliosamente eretiche, possiamo divulgarle alla gente comune? Possiamo rendere “mainstream” il revisionismo dell’Olocausto prima che sia troppo tardi, e cioè prima che tutti quelli che hanno informazioni di prima mano su quello che accadde davvero siano tutti morti?

Come ebreo, sarebbe sbagliato per me non menzionare la questione dell’influenza ebraica. L’influenza è una cosa molto strana. Le persone spendono così tanto tempo ed energie ad acquisirla e poi una quantità uguale di tempo ed energia a negare di possederla. L’influenza ebraica esiste. Se non vi fosse, perché verrebbero spesi miliardi di dollari ogni anno dai gruppi di pressione ebraici? Questo denaro non è per pagare lezioni di danza ai senatori e ai deputati, ovviamente, è per influenzarli. Gli ebrei devono venire a patti con il fatto che essi non sono solo un gruppo potente e influente, ma hanno delle responsabilità che derivano loro da questo [potere]— in particolare la responsabilità di non abusare del proprio potere o, più specificamente, di evitare di fare violenza alle persone con il proprio potere.

E’ una prova della forza della capacità di ricerca e di erudizione dei revisionisti, e della loro tenacia, che tutta l’influenza ebraica nel mondo non abbia sradicato questo movimento. Nonostante tutti gli sforzi dei nostri avversari più abili e determinati, i libri revisionisti vengono ancora letti, e l’Institute for Historical Review continua a funzionare.

Ma quali progressi stiamo facendo nel far conoscere il nostro messaggio all’opinione pubblica? Sfortunatamente, stiamo facendo solo dei passettini. Io non sono una persona paziente. Ogni giorno inganno me stesso pensando che posso essere paziente – non posso. Non voglio essere un guerrigliero underground per il resto della mia vita. E’ venuto il momento, e in realtà non ve n’è stato mai uno più propizio, di far conoscere le ricerche dei revisionisti al resto del mondo, e se i poteri forti cercano di fermarci, dobbiamo aggirarli o, se necessario, travolgerli.

Ancora due anni! Questo è il mio nuovo motto. Entro due anni, il revisionismo dell’Olocausto dovrà entrare a far parte del “mainstream”, dritto negli occhi della gente.

Sono sicuro che alla fine riusciremo a far passare il nostro messaggio. Le informazioni non possono essere soppresse così a lungo. Ma questo non mi basta. Non mi basta che i miei colleghi revisionisti riconoscano il valore delle ricerche del prof. Faurisson. Voglio che siano riconosciute come tali dall’opinione pubblica, e quando lui è ancora vivo.

Facciamo quindi uno sforzo comune. Consapevole del Nuovo Anno Ebraico, ho preso quindi una decisione per il Nuovo Anno Ebraico: ancora due anni! Non più seduti in fondo all’autobus dell’ideologia. Noi siamo rumorosi, siamo orgogliosi e, soprattutto, abbiamo ragione!

David Cole è cresciuto e ha studiato a Los Angeles, dove vive e lavora. A causa del suo sostegno al revisionismo dell’Olocausto, venne aggredito durante un meeting all’Università della California, a Los Angeles, il 22 Gennaio 1992, da squadristi della Jewish Defense League [JDL], che lo colpirono sul viso facendogli sanguinare il naso. Il capo della JDL, Irv Rubin, cercò anche di farlo cadere su una fila di scale. In seguito, la JDL fece delle minacce di morte contro David e la sua famiglia, inducendolo a diffondere una lettera di “pentimento”.

[1] Traduzione di Andrea Carancini. Il testo originale è disponibile all’indirizzo: http://www.codoh.com/gcgv/gccolevisit.html

3 Comments
    • Anonimo
    • 17 Marzo 2009

    perchè , da non credere ?
    è sempre stata questa la strategia del nemico : infiltrare e manipolare !
    ma d’altronde è una proposta ridicola , che dimostra come il rabbinato , sulla questione Scioà , sia “alla canna del gas” ( è proprio il caso di dirlo ! ) ed inoltre di come l’Unica Potenza Vera temuta dal sionismo internazionale , in occidente , sia la Chiesa Cattolica.
    a questo punto noi Europei , anche non credenti , dobbiamo comprendere, che se il sionismo-anticristico sà di non poter distruggere la Chiesa , e quindi cerca di penetrarla con lusinghe di ogni genere ..
    x noi, è indispensabile , essere ancor più presenti dentro la Chiesa, tra i comuni fedeli, affinchè si porti ad ognuno il vaccino anti-menzogna !

    Daltanius

    Rispondi

Leave a comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Recent Posts
Sponsor