Le vittime dell'”Olocausto” secondo “Soviet Russia Today”

Le vittime dell'”Olocausto” secondo “Soviet Russia Today”

GIORNALE FILOSOVIETICO ALLA FINE DEL 1944: STERMINATI SOLO 3 MILIONI DI EBREI

Di Thomas Kues, 8 Giugno 2010[1]

Nel Novembre del 1944, l’”Olocausto” era praticamente finito. Himmler aveva presuntamente ordinato la cessazione delle gasazioni, le presunte “camere a gas” di Auschwitz-Birkenau avevano smesso di funzionare, Majdanek era stata liberata ed aveva assunto un ruolo di spicco nella propaganda nera sovietica, e l’area contenente i pochi resti del “campo di sterminio” di Treblinka era stata occupata dall’Armata Rossa. All’epoca, almeno il 95% dei mitici 6 milioni di vittime della Shoah erano (presuntamente) già perite.

In questo contesto, è interessante dare uno sguardo a quello che un giornale filo-sovietico pubblicato in Occidente, il mensile comunista americano Soviet Russia Today [la Russia sovietica oggi], aveva da dire – nel numero del Novembre 1944 – sulle perdite ebraiche. Questa pubblicazione ospitava regolarmente gli scritti di Ilya Ehrenburg e di Vassili Grossman, come pure i commenti sull’andamento della guerra dei generali sovietici. Con il titolo di “Rehabilitation of the Jews in the USSR” [La riabilitazione degli ebrei in Unione Sovietica] Theodore Bayer scrive (p. 28):

“Quasi i quattro quinti della popolazione ebraica dell’Unione Sovietica vivevano nella zona di guerra. Quasi tre milioni di ebrei sovietici vivevano in Ucraina e in Bielorussia, che vennero occupate dai tedeschi, e un altro milione nei paesi baltici, in Bessarabia, in Crimea e in altre parti della RSFSR [Repubblica Socialista Federativa Sovietica Russa[2]] raggiunte dai tedeschi […]
Rendendosi conto dello speciale pericolo per gli ebrei costituito dal giogo tedesco, le autorità sovietiche si sono assunte il compito di evacuarli, compito secondo solo all’evacuazione delle donne e dei bambini. Così, con uno sforzo sovrumano, gli uomini e gli ufficiali dell’Armata Rossa – insieme alle autorità civili – sono riusciti a evacuare circa il cinquanta per cento degli ebrei russi così come degli ebrei fuggiti dalla Polonia in territorio sovietico. Tenendo conto degli ebrei che si trovano nelle regioni sovietiche liberate – incluse la Bessarabia, la Bucovina e i paesi baltici – l’attuale popolazione ebraico-sovietica può essere stimata tra i tre milioni e mezzo e i quattro milioni di persone.

“Prima della guerra, la popolazione ebraica complessiva del mondo intero era stimata in circa 15.500.000 persone. Circa i due terzi si trovavano in Europa e nelle regioni asiatiche dell’Unione Sovietica. Il terzo restante si trovava soprattutto negli Stati Uniti, e il resto disseminato in Canada, in America Latina e – circa 400.000 persone – in Palestina. Sottraendo la tragica cifra di oltre 3 milioni sterminati dai nazisti, rimangono in Europa circa 3 milioni di ebrei, a parte quelli che si trovano in Unione Sovietica, in Inghilterra e nei due o tre paesi neutrali. L’Unione Sovietica, nel liberare la Romania e l’Ungheria dai tedeschi invasori, sta costituendo zone libere con numerose popolazioni ebraiche. Alcune stime attribuiscono al numero degli ebrei sopravvissuti una cifra molto più bassa. Tuttavia, secondo i calcoli predetti, la popolazione ebraica mondiale è di poco superiore a 12.000.000 persone – il che equivale ad una perdita di circa 3.500.000, inclusi i morti nelle forze armate, tra i partigiani e nella clandestinità delle Nazioni Unite [?]. Secondo queste cifre, un terzo dell’ebraismo mondiale sarà costituito da cittadini dell’Unione Sovietica” [grassetti nostri].

Solo un mese dopo che questo articolo era stato pubblicato, il primo propagandista nero dell’Unione Sovietica – l’ebreo sovietico Ilya Ehrenburg – dichiarò sulla stampa sovietica in lingua estera che la cifra delle vittime ebraiche ammontava a sei milioni[3], e i precedenti calcoli forniti da Soviet Russia Today – che dovevano essere recenti, poiché la Bessarabia venne presa dall’Armata Rossa alla fine di Agosto del 1944 e l’offensiva nei territori baltici iniziò il 14 Settembre – vennero relegati nel dimenticatoio.

La cifra dei circa 5 milioni di ebrei che si trovavano in Unione Sovietica all’inizio dell’Operazione Barbarossa, di cui circa 4 milioni nei territori poi occupati dai tedeschi, è parzialmente confermata dall’American Jewish Year Book [Annuario ebraico americano]. Nel volume 43 (1941-42) leggiamo a p. 663:

“Al momento dell’invasione, il 22 Giugno 1941, metà della popolazione ebraica in Europa, stimata ben oltre i 9 milioni di persone, stava in Russia e nei territori occupati dai russi, mentre l’altra metà viveva in Germania e nei paesi e nei territori da essa occupati o dominati. Per quanto riguarda la Russia, le cifre pubblicate nell’Ottobre del 1940 mostravano una popolazione ebraica per un totale di 4.600.000, così suddiviso:

Vecchia Russia…3.000.000
Aree polacche…1.000.000
Lituania (esclusa Vilna)…200.000
Lettonia…100.000
Bessarabia…200.000
Bucovina settentrionale…100.000

“Questi numeri sono forniti in cifra tonda e dobbiamo, perciò, assumerli grosso modo. Una cifra più esatta dovrebbe essere quella di 4.700.000, che tenga conto degli ebrei di Vilna e dell’Estonia, come pure di ulteriori 20.000 ebrei della Vecchia Russia così come sono stati enumerati nel censimento del Gennaio del 1939”.

Dobbiamo qui rimarcare che Bayer non dice chiaramente se i 4 milioni menzionati includevano gli ebrei della zona orientale della Polonia annessa dall’Unione Sovietica nel 1939 ma, dato che abbiamo a che fare con una fonte filo-sovietica, sembra probabile che questa zona della Polonia venisse considerata parte dell’Unione Sovietica. Mentre per quanto riguarda il numero degli ebrei originariamente presenti nelle regioni dell’Unione Sovietica non raggiunte dai tedeschi (indubbiamente incluse nelle cifre riguardanti la “Vecchia Russia” presentate dall’Annuario ebraico americano) è risaputo che era superato di molto dal numero degli ebrei presenti nelle regioni occidentali. Secondo il censimento del 1926, gli ebrei della zona asiatica della RSFSR, della Repubblica Transcaucasica, del Turkmenistan e dell’Uzbekistan arrivavano solo ad un totale di 152.000, mentre ne vivevano circa 171.000 nella zona orientale della Russia europea[4]. La cifra dei 4 milioni sembra perciò valida.

Bayer scrive che le autorità sovietiche riuscirono ad evacuare “circa il cinquanta per cento” degli ebrei della zona occidentale dell’Unione Sovietica. Questo equivarrebbe ad un totale di circa 2 milioni di evacuati. Lo storico tedesco A. Hillgruber scrive:

“Le stime del numero degli ebrei in Unione Sovietica nel 1941 variano con differenze di oltre un milione. Questo è dovuto soprattutto all’irrisolta (ed ora difficilmente risolvibile) questione di quanti ebrei riuscirono a fuggire dai tedeschi nei territori sovietici non occupati. Le stime variano da 2.665 milioni a 1.6 milioni”[5].

Wilfried Heink ha raccolto alcune stime fatte da storici dell’olocausto e da autorità ebraiche:

“Raul Hilberg 1.500.000, Yitzhak Arad da 1.000.000 a 1.100.000, Solomon Michoels (del Jewish Antifascist Committee (JAC)) 2.000.000, Yisrael Gutmann e Michael Berenbaum 1.500.000”[6].

Lo storico militare Joachim Hoffmann ritiene che 600.000 degli ebrei nella zona della Polonia occupata dai sovietici vennero evacuati, e che circa 450.000 di questi scomparvero in Unione Sovietica (il che potrebbe voler dire che la maggior parte di questi ebrei perirono o in Siberia o in Asia Centrale o nei campi di concentramento sovietici)[7].

Se il numero degli evacuati fornito da Soviet Russia Today è molto alto e potrebbe essere stato esagerato per mettere il regime sovietico nella miglior luce possibile, esso è più o meno in linea con le cifre fatte proprie dagli importanti storici dell’Olocausto Hilberg, Guttman e Berenbaum. Tutto ciò indica naturalmente che i relativi calcoli non vennero inventati da propagandisti sovietici ma erano basati su statistiche reali. L’origine delle stime presentate da Theodore Bayer, tuttavia, rimane un enigma. Indubbiamente vennero fornite al giornale da qualche fonte sovietica ufficiale, come la maggior parte dei suoi contenuti, ma da dove, esattamente? Gli stessi calcoli vennero presentati altrove in modo più dettagliato? Chiaramente, un tale argomento necessita di ulteriori indagini.

[1] Traduzione di Andrea Carancini. Il testo originale è disponibile all’indirizzo: http://www.revblog.codoh.com/2010/06/soviet-mouthpiece-journal-in-late-1944-only-some-3-million-jews-exterminated/
[2] http://www.linearossage.it/russia.htm
[3] J. Hoffmann, Stalin’s Vernichtungskrieg 19411945, Verlag für Wehrwissenschaften, Munich 1995, pp. 160-161, 303.
[4] American Jewish Year Book, vol. 40 (1938-39), p. 546, 548.
[5] A. Hillgruber, “Der Ostkrieg und die Judenvernichtung”, in: Gerd R. Ueberschär, Wolfram Wette, Unternehmen Barbarossa, Schöningh, Paderborn, 1984, p. 228, nota 6.
[6] W. Heink, “Well, where are they then?”, http://www.revblog.codoh.com/2010/05/well-where-are-they-then/
[7] J. Hoffmann, op. cit., p. 139.

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