Auschwitz: l’esistenza occultata delle camere di disinfestazione

Auschwitz: l’esistenza occultata delle camere di disinfestazione

Le polemiche delle scorse settimane relative ai casi Williamson e Abrahamowicz hanno mostrato un dato incortrovertibile: l’”uomo della strada” ignora totalmente che, comunque la si voglia pensare sulle (presunte) camere a gas omicide annesse ai crematori, ad Auschwitz c’erano comunque delle vere camere a gas di disinfestazione. La pubblicistica di massa fa di tutto per tenere i propri lettori disinformati su questo aspetto cruciale ma la storiografia sterminazionista – quella più seria, almeno – da tempo ha dovuto ammetterlo. Ecco ad esempio cosa scrive Jean-Claude Pressac nel suo monumentale studio Auschwitz: Technique and Operation of the Gas Chambers, (scritto nel 1989 e disponibile in rete all’indirizzo seguente: http://www.holocaust-history.org/auschwitz/pressac/technique-and-operation/pressac0053.shtml): “Lo studio dei “siti Cantiere” BW 5a e 5b nella prima fase di costruzione (Birkenau 1) presenta camere a gas di spidocchiamento che utilizzano Zyklon-B e mostra l’evoluzione delle tecniche di “disinfestazione” utilizzate in questi edifici.

“Quando Birkenau 1 venne completato, vi fu il bisogno urgente di avere un’installazione di spidocchiamento, come quella dello Stammlager, Block 3. Venne elaborato un progetto, che mostra docce e impianti di spidocchiamento riuniti assieme, una soluzione che inizialmente non era stata possibile nel campo principale. Poiché la situazione sanitaria dei prigionieri era catastrofica, il solo prodotto adatto per misure drastiche era lo Zyklon-B, già utilizzato in precedenza, un prodotto che essendo sotto forma di gas doveva venire utilizzato necessariamente in uno spazio chiuso, una “Gaskammer/camera a gas”. I due edifici, BW 5a e 5b avevano una camera a gas per edificio, ognuna provvista di due ventilatori.

“Ma dall’Aprile del 1943 venne deciso di sostituire le camere a gas di spidocchiamento con una tecnica meno pericolosa, quella delle camere di disinfestazione ad aria calda [Disegno della Direzione delle Costruzioni 2262 dell’8/4/1943]. Questa conversione venne concretizzata nel disegno 2540 del 5 Luglio 1943.

“Attualmente, tuttavia, solo il BW 5b ha ancora una camera a gas in conformità con i disegni 801, 1293 e 1715. Vari miglioramenti fatti alle installazioni BW 5a e 5b implicarono che tali installazioni vennero provviste di vere saune […].

“Negli edifici BW 5a e 5b, lo spidocchiamento dei prigionieri e la loro vestizione seguivano sempre lo stesso schema. Semplificando in qualche modo la procedura, i prigionieri entravano, da sinistra a destra, attraverso l’entrata frangivento, nella camera “sporca”, dove si spogliavano, e i loro vestiti venivano presi in consegna attraverso l’anticamera “sporca” e inviati nella camera a gas. Dopo la distruzione dei pidocchi mediante l’acido cianidrico, gli effetti personali venivano, privi dei parassiti ma ancora sporchi, restituiti ai prigionieri. Da parte loro, i prigionieri, passavano sotto le docce, la cui temperatura variava secondo il capriccio del “mixer” di acqua calda/fredda a disposizione, quindi uscivano sul lato “pulito” e aspettavano che i loro vestiti venissero sottoposti a trattamento per poterli indossare di nuovo […].

“Questo procedimento aveva un serio problema: i vestiti sporchi, che erano stati indossati con i pidocchi, venivano restituiti con i pidocchi morti ma ancora in uno stato di sporcizia. Vennero prese delle disposizioni per cercare di alleviare questo problema, l’uso di autoclavi e di camere ad aria calda rendeva infatti possibile disinfestare e disinfettare allo stesso tempo, come pure pulire in modo approssimativo. […]”

Ecco quindi dimostrato che le camere a gas di disinfestazione esistettero davvero, e non vennero utilizzate per uccidere i detenuti (pur essendo, secondo un autorevole studioso come Carlo Mattogno, perfettamente adatte allo scopo) ma per tenerli in vita. E non basta: da quello che scrive Pressac l’amministrazione del campo cercò anche di migliorare la pulizia non solo dei detenuti ma dei loro vestiti: come quadra tutto questo con un programma di sterminio?

2 Comments
    • Anonimo
    • 18 Febbraio 2009

    quadra solo nel cervello dei creduloni e dei devoti dell’olo-religione !

    Rispondi
  1. Li volevano sani e puliti per non sporcare le gaskammern!

    Rispondi

Leave a comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Recent Posts
Sponsor